Elezioni, l’allarme di Cafiero de Raho: «Attenzione al voto inquinato dai clan, serve un controllo dello Stato sui seggi»

Federico Cafiero de Raho
Il capo della Direzione nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho

Le antenne di inquirenti e investigatori si sono drizzate da settimane. Il 4 marzo il Paese è chiamato al voto per il rinnovo del Consiglio dei ministro e il rischio delle preferenze comprate, pilotate torna a dominare la scena. Federico Cafiero de Raho, neo procuratore della Direzione nazionale antimafia, riaccende il dibattito sul tema: «Serve un controllo dello Stato sui seggi ma ancora prima un controllo dei soggetti ‘camorristicamente’ esposti, per capire se essi stessi hanno già individuato delle linee di voto». Cafiero de Rato  ha spiegato che «Tutt’ora si fanno perquisizioni finalizzate per capire se ci sono già modelli di schede che confermano che il voto si concentrerà su alcun soggetti sostenuti dalla camorra o dalle altre mafie. Questo e’ uno dei molti metodi di indagine messe in campo per evitare il condizionamento del voto da parte della criminalità». Il magistrato ha sottolineato: «Certamente in tutti i quartieri e i territori dove la camorra, la mafia, la ‘ndrangheta e le forme di criminalità organizzata pugliese hanno un capillare controllo del territorio devono esserci presidi di garanzia del voto libero. A cominciare dal controllo su seggi elettorali per evitare meccanismi come la scheda ballerina che, come emerso dalle indagini, consiste nel far uscire la scheda dal seggio e farla rientrare già riempita. Ma penso anche al condizionamento intimidatorio o persuasivo con promesse lavoro o altro compenso».

sabato, 24 Febbraio 2018 - 20:07
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