Accusata di aver clonato una postpay,
il pm: «Non ho prove, ma è colpevole»
Imputata assolta, è di Castellammare

Tribunale Giustizia
di Dario Striano

Secondo la procura di Torre Annunziata Genoveffa D.C. aveva clonato una postepay e riciclato il danaro per investirlo nel gioco d’azzardo; il tribunale oplontino però l’ha assolta «perché il fatto non sussiste» l’imputata dalle accuse a suo carico riservandosi di pubblicare tra 60 giorni le motivazioni della sentenza. Genoveffa D.C., residente a Castellammare di Stabia e già nota alle forze dell’ordine per frode informatica, truffa in concorso, furto aggravato da danneggiamento, e oltraggio al pubblico ufficiale, era accusata di aver clonato una carta bancoposta per aprire un conto su un servizio online di scommesse. Una vicenda risalente al 2015, ricostruita nell’aula Giancarlo Siani da un agente di polizia giudiziaria. L’agente, interrogato dal pubblico ministero Sergio Raimondi, ha confermato che per attivare quel conto sulla piattaforma web bisognava «registrarsi tramite la presentazione della carta d’identità all’agenzia di scommesse». Circostanza non di poco conto considerata la denuncia di smarrimento del documento da parte dell’imputata, «datata mesi prima dell’apertura del profilo personale sul sito». Una condotta che secondo il pm Raimondi «lascerebbe presagire la colpevolezza della De Cesare» ma che non sarebbe sufficiente per sostenere le accuse a suo carico. Motivo per cui anche il sostituto procuratore ha chiesto l’assoluzione per insussistenza di prove per quanto riguarda l’ipotesi di reato della clonazione. «Non ho dubbi sulla colpevolezza dell’imputata anche alla luce dei suoi precedenti penali – così durante la sua requisitoria il pm Raimondi – E’ prassi di chi è abituato a delinquere denunciare lo smarrimento del documento di identità quando si ha intenzione di compiere operazioni fraudolente. Purtroppo il suo operato non ha consentito alla polizia giudiziaria di raccogliere gravi indizi di colpevolezza. Motivo per cui sono costretto a chiedere l’assoluzione per quanto riguarda la clonazione. Per il riciclaggio, il fatto invece non costituisce reato». E alla fine assoluzione è stata.

martedì, 27 febbraio 2018 - 01:02
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