Il volto buono della Napoli degli immigrati: «Tu la strada non la frequenti»
Quando l’integrazione è una lotta

di Danio Gaeta

E. G. ha 34 anni ed è una donna del Senegal. Il suo paese di origine lo ha lasciato tanto tempo fa, ora vive a Napoli da irregolare nella casbah della Duchesca. E. G. ha un sogno che si chiama integrazione: lavora, si sacrifica e cucina per la comunità senegalese presente a Napoli. Questa donna, dopo anni di difficoltà, vuole solo una vita normale. La stessa che suo fratello maggiore è riuscito a costruirsi in un paese in provincia di Salerno. Perché lui ce l’ha fatta: ha un documento regolare, una compagna e anche un lavoro.
E. G. è una donna educata e semplice: suo padre in Senagal, un ex poliziotto, le ha spiegato come ci si comporta. Come si riga dritto. La 34enne, però, ha un altro fratello, ancora minorenne. Si chiama W.M. e ha appena 17 anni. Il giovanotto è arrivato in Italia da clandestino, è passato da Torino e poi è arrivato a Napoli: anche lui nella casbah della Duchesca. W.M., però, non ha le stesse attitudini della sorella. Vive in strada, non si ritira quasi mai a casa e non si sa bene chi frequenta. Nei database delle forze dell’ordine è censito come un «senza fissa dimora». Napoli è una città tanto bella quanto rapace e in certi quartieri, finire nelle mani della malavita non è poi così difficile. E.G. è preoccupata, a lei lo stile di vita condotto dal fratello minore proprio non piace. Ci litiga, anche più di una volta. E le litigate molto spesso sono furiose. Poi lo scorso pomeriggio, dopo l’ennesimo litigio, quasi ci scappa la tragedia con il 17enne che è arrivato addirittura a ferirsi da solo. Ad evitare il peggio sono stati gli agenti della polizia municipale dell’Unità operativa emergenze sociali e minorenni, diretti dal capitano Bruno Carfora. Gli agenti, avvisati da alcuni passanti che hanno sentito le urla disperate di una donna, si sono precipitati all’interno dell’abitazione occupata dalla 34enne. Una volta in casa hanno trovato un giovane seminudo e sanguinante, W.M., il quale con i cocci di una bottiglia di vetro si era già procurato diverse ferite sul tronco e minacciava il gesto estremo dirigendo la bottiglia verso il collo. La lucidità e la conoscenza delle tecniche operative ha consentito agli agenti, seppure con notevole difficoltà, vista la statura del ragazzo, di disarmarlo. Il ragazzo è stato condotto presso il Presidio Ospedaliero Loreto Mare dove è stato medicato e tranquillizzato. Il ragazzo dopo aver ricevuto le cure necessarie è stato affidato dagli agenti al fratello maggiore convocato nell’occasione e giunto da Salerno per prenderlo in custodia. Le dichiarazioni della donna sono al vaglio degli agenti che hanno provveduto ad attivare i servizi sociali oltre a comunicare quanto accaduto alla competente Autorità Giudiziaria per gli eventuali provvedimenti a tutela del minore. I due sono stati, inoltre, segnalati alla procura della Repubblica  perché irregolari sul territorio nazionale e non è escluso che, già nei prossimi giorni, possano essere destinatari di un decreto di espulsione.

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lunedì, 30 Aprile 2018 - 09:02
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