Aquarius, sequestrata la nave che salva i migranti. I pm accusano: scarico di rifiuti pericolosi e a rischio infettivo in 11 porti

Uno sbarco dei migranti (foto Kontrolab)

L’Aquarius, la nave umanitaria che nel giugno scorso fu la prima ‘vittima’ della politica salviniana sui migranti di ‘chiusura’ alle navi Ong che non battono bandiera italiana, torna al centro delle cronache. E ci torna perché stamattina l’imbarcazione, gestita dall’organizzazione umanitaria Sos Mediterranee, è finita sotto sequestro. Ordine della procura della Repubblica di Napoli che contesta lo smaltimento di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non; rifiuti che sarebbero stati scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani.

Gli undici porti dove si sarebbe verificato
lo scarico ‘illecito’ dei rifiuti: c’è anche Napoli
La procura, in particolare, avrebbe accertato uno smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24 mila chili di rifiuti. Undici i porti presso i quali sarebbe avvenuto lo smaltimento contestato: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania e Messina, tutti in Sicilia; Vibo Valentia, Reggio Calabria e Corigliano Calabro, tutti in Calabria; Napoli e Salerno (in Campania); Brindisi in Puglia. Gli scarichi sarebbero avvenuti in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti. Sono questi i punti centri dell’inchiesta denominata ‘Bordless’, alla quale hanno lavorato la Guardia di Finanza e la Polizia che stamattina hanno eseguito il sequestro della nave, che era attraccata nel porto di Marsiglia, in Francia. L’accusa nei confronti di Msf, considerata dagli inquirenti “produttrice” dei rifiuti al centro del traffico illecito, riguarda sia la Aquarius, per il periodo da gennaio 2017 a maggio 2018, sia la Vos Prudence, la nave utilizzata dalla Ong tra marzo 2017 a luglio 2017. Per questo nel registro degli indagati – con l’accusa di ‘attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti – sono finiti, oltre ad alcuni membri dell’organizzazione, anche il Centro operativo di Amsterdam che gestiva l’Aquarius e il Centro operativo di Bruxelles, che invece ha gestito e finanziato le missioni di soccorso della Vos Prudence. I due Centri hanno personalità giuridica e autonomia organizzativa e rispondono in base al decreto legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Sono 24 le persone iscritte
nel registro degli indagati
Gli indagati complessivamente sono 24, tra questi ci sono i membri di Msf e i due agenti marittimi Francesco Gianino e Giovanni Ivan Romeo: secondo l’accusa, gli indagati, a vario titolo, avrebbero «sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo della Vos Prudence e dell’Aquarius e conferiti in modo indifferenziato, unitamente ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco dei migranti». Tra i rifiuti scaricati la procura indica «gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari», gli scarti alimentari e i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica. Più nello specifico, i membri di Msf e i due agenti marittimi avrebbero concordato “sistematicamente” lo smaltimento illegale dei rifiuti – 37 volte per l’Aquarius e 7 per la Vos Prudence – «eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva». Tra gli indagati, oltre a Gianino, Romeo e i centri operativi di Amsterdam e di Bruxelles di Msf, ci sono il comandante e il primo ufficiale dell’Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l’ucraio Oleksandr Yurchenko. A questi si aggiungono 8 membri di Msf: il vice capo missione Italia di Msf Belgio Michele Trainiti, il vice coordinatore nazionale nazionale e addetta all’approvvigionamento della missione Italia di Msf Belgio Cristina Lomi, il liaison Officer di Mas Belgio Marco Ottaviano, i coordinatori del progetto Sar Aquarius di Msf Olanda, Aloys Vimard e Marcella Kraaij, il coordinatore logistico di Aquarius Joachim Tisch, il delegato alla logistica a bordo della nave Martinus Taminiau e il coordinatore del progetto a bordo della nave, l’inglese Nicholas Romaniuk.

martedì, 20 novembre 2018 - 10:47
© RIPRODUZIONE RISERVATA