Sentenze e procedimenti truccati a Trani, via all’udienza preliminare: l’ex gip Nardi rompe il silenzio, richieste di abbreviato

Tribunale

Scandalo sentenze comprate al Tribunale di Trani, a distanza di 8 mesi dagli arresti che interessarono anche due magistrati l’inchiesta arriva in Tribunale e promette altre novità. Michele Nardi, che all’epoca dei fatti contestati era gip al Tribunale di Trani e che al momento dell’arresto era pm a Roma, ha annunciato in udienza preliminare – apertasi ieri dinanzi al gup di Lecce Cinzia Vergine – di volere rendere dichiarazioni. Nardi, che è detenuto in carcere dallo scorso gennaio – è rimasto in silenzio sino ad oggi, a differenza del suo collega e coimputata Antonio Savasta (ex pm a Trani e, al momento dell’arresto, giudice a Roma), che invece ha confessato accusando anche altre persone e ottenendo così i domiciliari. Nardi dovrebbe essere ascoltato nell’udienza del 13 settembre.

L’udienza di ieri è stata scandita anche da alcune richieste di rito abbreviato avanzate dagli imputati. La ‘scorciatoia’ processuale, quella che consente di beneficiare dello sconto di un terzo della pena, è stata scelta da Antonio Savasta e dal giudice, attualmente in servizio in Corte d’Appello a Salerno, Luigi Scimé (indagato a piede libero e chiamato in causa proprio da Savasta): entrambi però hanno posto come condizione all’accesso al rito abbreviato il potere essere interrogati. Quindi il giudice Vergine dovrà adesso valutare se accogliere l’istanza.

Stessa scelta per gli avvocati del foro di Trani Giacomo Ragno e Ruggiero Sfrecola. Proprio la loro presenza nell’elenco degli indagati ha indotto l’ordine degli avvocati di Trani a costituirsi parte civile, contro tutti e 10 gli imputati. L’avvocatessa barese Simona Cuomo, invece, ha chiesto di essere interrogata e solo dopo deciderà se scegliere l’abbreviato. Il rito alternativo e’ stato chiesto anche dall’immobiliarista barlettano Luigi Dagostino, accusato di avere fatto arrivare una tangente a Savasta. Saranno giudicati con il rito ordinario gli altri imputati, tra cui il poliziotto Vincenzo Di Chiaro. Come parte civile si è costituita anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, vista la funzione dei tre magistrati coinvolti.

I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari oltre che, a vario titolo, di minacce, millantato credito, estorsione e truffa aggravata con lo stesso Savasta. I fatti contestati fanno riferimento al periodo tra il 2014 e il 2018.

giovedì, 12 settembre 2019 - 13:46
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