Ergastolo ostativo, Di Maio sfida la Cedu: «Riformare l’istituto? Non scherziamo» | Quali sono gli effetti della pronuncia

Luigi Di Maio
Luigi Di Maio

Se la bocciatura dell’Italia da parte della Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sul tema dell’ergastolo ostativa è chiara, non è però altrettanto scontata l’immediata riforma dell’istituto disciplinato dall’articolo 4bis dell’ordinamento penitenziario. Il leader del Movimento Cinque Stelle, nonché ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha già ‘tuonato’ su Facebook contro la sentenza, scrivendo chiaramente che i grillini al Governo non toccherranno l’articolo 4bis dell’ordinamento penitenziario.

«Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole. Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Paghi, punto. Si chiama ergastolo ostativo, una delle tante intuizioni del magistrato Giovanni Falcone e in Italia è una misura fondamentale nel sistema di contrasto alle organizzazioni criminali. Ma oggi la Corte di Strasburgo ci dice che questa misura viola persino i diritti umani e che dovremmo riformarla. Ma stiamo scherzando?», scrive su Facebook Luigi Di Maio. Qui, prosegue, «abbiamo combattuto e combattiamo ancora una guerra contro le mafie. Qui in Italia abbiamo visto i corpi senza vita, abbiamo sentito esplodere le bombe, abbiamo ricevuto minacce e ancora oggi ci sono centinaia di imprenditori onesti che ne ricevono. Qui in Italia piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? I diritti di chi ha sciolto i bambini nell’acido? Non esiste. Il MoVimento 5 Stelle non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte. La storia del nostro Paese ci ha lasciato in eredita’ troppo sangue e dolore. Noi non ci giriamo dall’altra parte».

Chi, invece, ha accolto con favore la prnunciata di oggi è l’Unione delle Camere penali italiane presieduta dall’avvocato Gian Domenico Caiazza: «L’aspetto odioso della ostatività – spiega Caiazza – è che non si può nemmeno ipotizzare che un giudice valuti se sia possibile anche all’ergastolano accedere a percorsi minimi di risocializzazione. Si tratta di un’idea incostituzionale e contraria alla Convenzione. Ora anche la Corte di Strasburgo lo conferma e questo non potrà non avere ricadute sull’imminente giudizio della Corte Costituzionale. Adesso cosa cambia? Si riaprono le porte al diritto del condannato all’ergastolo ostativo di richiedere alcuni benefici, che però si dovrà essere guadagnato».

Quanto agli effetti della pronuncia di oggi, va chiarito che non ci saranno automatismi sulla concessione di benefici e permessi a chi è detenuto con l’ergastolo ostativo; la concessione ad ogni modo dovrà giungere sulla base di un’istruttoria, basata anche sull’osservazione del detenuto in carcere, che dunque non avrà necessariamente “il diritto” ad avere misure alternative. Altro appuntamento importante su questo tema è invece per il 22 ottobre: la Corte Costituzionale dovrà occuparsi del giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo dell’ordinamento penitenziario che prevede appunto la preclusione all’accesso dei benefici per i detenuti all’ergastolo ostativo.
L’unico effetto immediato che si potrà avere è quello che i 957 detenuti attualmente sottoposti all’ergastolo ostativo possano avanzare pretese risarcitorie nei confronti dello Stato italiano.

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martedì, 8 ottobre 2019 - 16:50
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