Offese e minacce a Salvini, condannati Persico e Messina della band 99 Posse

Matteo Salvini leder della lega, durante la coferenza stampa a Villa Vittoria a Napoli (foto Kontrolab)

Condanna in primo grado per due componenti della band napoletana 99 Posse finiti sotto processo per diffamazione nei confronti del leader leghista Matteo Salvini. La VI sezione penale del Tribunale di Napoli, presidente Antonio Palumbo, ha condannato a 8mila euro di multa, con pena sospesa, Marco Messina e Luca Persico, in arte Zulu, che furono denunciati dal segretario del Carroccio per alcune frasi rivolte al politico e considerate diffamatorie e minacciose. Assolti invece gli altri due componenti il gruppo napoletano Massimiliano Iovine e Sasha Ricci.

Il giudice non si è pronunciato sulla richiesta risarcimento danni da 100mila euro, chiesto dal leader della Lega. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Gennaro Damiano aveva chiesto la condanna a 10 mesi di reclusione. L’avvocato Rosario Marsico, legale della band napoletana, annuncia l’impugnazione della sentenza dinanzi alla Corte di Appello «e qualora quest’ultima autorità giudiziaria dovesse confermare la sentenza di primo grado, o anche soltanto parzialmente riformarla – ha dichiarato – si procedera’ dinanzi alla Corte di Cassazione».

Marsico ha anche indirettamente risposto a Matteo Salvini che sulla vicenda ha twittato sui propri social («Ma allora non è sempre colpa di Salvini»): «Suscitano meraviglia i toni trionfalistici del signor Salvini, – commenta – è bene che la Lega e il suo leader se li riservino dopo il passaggio in giudicato della sentenza: un rappresentante politico che siede in Parlamento sa bene che è solo una sentenza di primo grado».

Ma qual è la vicenda da cui parte questo processo conclusosi ieri in primo grado? Siamo nel 2015, alla vigilia di un comizio del leader leghista a Napoli, e i componenti della nota band pubblicano sui loro social un video in cui ‘minacciano’ di cacciarlo via a calci se si presenterà in città e utilizzano coloriti epiteti. Lo stesso Salvini, nel corso di un’udienza dello scorso marzo, dirà ironicamente: «Con questo processo ho scoperto cosa significa in napoletano dare della lo*a». La difesa del gruppo si basava sul fatto che si trattasse di una provocazione artistica, tesi che però almeno in primo grado non ha convinto i giudici. «Lo scudo dell’arte non ha convinto» ha commentato l’avvocato del leader della Lega Claudia Eccher.

«Per noi parla la nostra musica» hanno invece detto i due componenti della band nata negli anni 90 dal Centro Sociale Autogestito Officina 99 e diventata nota con brani come “Curre Curre Guagliò” e “Cerco Tiempo”. Separatisi nel 2001, sono tornati a fare concerti insieme nel 2009.

martedì, 13 Luglio 2021 - 08:33
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