Muore a 16 anni durante lo stage, protesta degli studenti. Redolfi: «Sistema malato». Il ministro Bianchi: «Avviato un confronto»

Ambulanza

Un altro incidente sul lavoro occorso a uno studente minorenne. Un altro sogno che si infrange durante quel percorso di alternanza-lavoro che porta con sé luci e ombre.

Giuseppe Lenoci, 16 anni, è morto a Serra de’ Conti, in provincia di Ancona, mentre svolgeva apprendistato in una azienda di termo-idraulica di Fermo. Giuseppe, originario di Monte Urano, era a bordo del furgone della ditta. Sedeva al lato passeggero.

Per cause ancora ignote, il conducente, un uomo di 37 anni, ha perso il controllo del mezzo; il veicolo è sbandato, è uscito dalla carreggiata e ha terminato la sua corsa contro un albero. Il 37enne è stato sbalzato fuori per diversi metri ed ora è ricoverato in gravi condizioni. Ma per Giuseppe non c’è stato nulla da fare: il corpo del ragazzino era rimasto incastrato tra le lamiere. L’incidente si è verificato ieri, 14 febbraio.

Il 16enne era all’ultimo anno dell’Istituto degli Artigianelli di Fermo, frequentava un corso di accompagnamento al lavoro, che prevedeva una parte di lezioni in aula e una parte pratica con uno stage presso un’azienda. Si tratta di corsi organizzati da enti di formazione del territorio e finanziati dalla Regione Marche.

La notizia ha scosso la comunità. «E’ una disgrazia che ci colpisce profondamente, come comunità e come scuola. Abbiamo perso, in questo tragico incidente stradale un ‘figlio’ anche noi, mentre si stava preparando a svolgere un’attività formativa di stage – ha commentato in una nota padre Sante Pessot, direttore dell’Istituto degli Artigianelli di Fermo – I nostri ragazzi sono impegnati in attività di stage che li accompagnano nel mondo del lavoro, fanno esperienze dirette con aziende con cui collaboriamo da anni nel rispetto delle normative nazionali e regionali». «Si tratta di attività co-progettate con le imprese, nel rispetto delle normative nazionali e regionali – ribadisce padre Sante Pessot -, che preparano ad un inserimento graduale e responsabile nel mondo del lavoro, con il supporto dei nostri docenti e tutor. I momenti di esperienza sul lavoro fanno parte del loro percorso formativo e sono un momento fondamentale per la costruzione del loro futuro, come alunni di un centro di formazione e professionale vivono con entusiasmo gli spazi di stage». «Siamo devastati da questa perdita che ci lascia senza parole e siamo vicini alla famiglia in questo momento di dolore – conclude – Lo viviamo in silenzio, nella vicinanza e nella preghiera, secondo il nostro stile».

L’incidente mortale ha riaperto le polemiche sull’alternanza scuola lavoro, oggetto della mobilitazione studentesca delle ultime settimane seguita alla morte di Lorenzo Parelli, il 18enne colpito da una trave d’acciaio in una fabbrica a Lanuzacco (Udine) dove stava svolgendo un periodo di apprendistato.

«Quello che sta succedendo in Italia è sotto gli occhi di tutti. Questa è la scuola che hanno voluto governi e padroni. Sappiamo cosa fare, nessuno ha più scuse – afferma in una nota il Fronte della Gioventù Comunista – Il 18 febbraio gli studenti saranno in piazza in tutta Italia contro alternanza, maturità e repressione subita», dichiara Lorenzo Lang, Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù Comunista. E Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione Degli Studenti, ricorda anche «la lunga lista di morti sul lavoro causati da un sistema malato, volto solamente al profitto: vogliamo sicurezza dentro e fuori le scuole, vogliamo che l’alternanza scuola-lavoro e gli stage vadano aboliti a favore dell’istruzione integrata».

«Ci chiediamo quanti altri studenti e giovani debbano morire prima l’idea di un sistema unicamente volto al profitto e allo sfruttamento, cambi, una volta per tutte», conclude Redolfi. «Non è possibile morire di lavoro a 16 anni, questo evidentemente ci deve far interrogare profondamente non solo sul rapporto fra scuola e lavoro, ma anche su quanto ci sia urgenza in questo paese di risolvere il problema della sicurezza sul lavoro», dichiara la Rete degli Studenti. Interviene anche il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che si chiede: «Che deve succedere perché si prenda atto che il sistema attuale non funziona?».

«Il ministero ascolti gli studenti – conclude il vicepresidente della commissione cultura di Montecitorio – che si mobilitano e chiedono di fermare questo cortocircuito continuo tornando ad investire pienamente sulla Scuola».

Il ministro della Scuola Bianchi ha garantito un intervento: «La sicurezza sul lavoro deve essere sempre garantita, a maggior ragione quando sono coinvolti dei ragazzi in formazione. Su questo abbiamo già avviato un confronto con il ministro del Lavoro Orlando e messo a ragionare i nostri tecnici. Credo sia urgente ritrovarci anche insieme alle Regioni per un percorso che porti a una maggiore sicurezza in tutti i percorsi di formazione dove sono previsti contatti dei nostri giovani con il mondo del lavoro».

martedì, 15 Febbraio 2022 - 06:21
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