Elezioni a Portici, Cuomo fa il pieno di consiglieri (22 su 24). Centrodestra e Si fuori dall’assise | Tutti i nomi, l’analisi

Enzo Cuomo
Enzo Cuomo
di Laura Nazzari

Un brindisi nel suo ufficio a Palazzo Campitelli e una foto coi suoi figli. Enzo Cuomo festeggia senza troppo clamore una vittoria elettorale che lo consacra a tutti gli effetti ‘re’ di Portici e lo proietta verso una consiliatura senza rivali. L’81% di preferenze (sul 60% di elettori) che gli hanno consentito di agguantare il quarto mandato e il miglior risultato personale ha, per converso, asfaltato i timidi tentativi di opposizione arrivati da uno sgangherato centrodestra e da una coalizione di sinistra apparsa sin da subito troppo debole.

Il listone unico che avrebbe dovuto trainare il candidato sindaco Mauro Mori, in rappresentanza del centrodestra, si è fermato al 4,28%, mancando anche la soglia di sbarramento e non aggiudicando, così, neppure un seggio. Una batosta. Soprattutto per Fratelli d’Italia, l’unico partito della coalizione a metterci il simbolo e la faccia: nel listone era confluito di tutto, anche tesserati di Forza Italia rimasti senza casa dopo che il partito ha deciso di fare un passo indietro, e pure qualche personaggio in orbita Lega che, vista sfumare la candidatura del suo rappresentante cittadino, si è tirata indietro. Mori è stato lanciato col cerino in mano, e lo stesso vale per i responsabili locali di Fratelli d’Italia che, dopo avere fatto la guerra agli ‘alleati’ sul nome del candidato sindaco, speravano di intestarsi un successo elettorale che non c’è stato. C’è stata una Caporetto. In termini percentuali ma soprattutto assoluti. Il listone, composto da 24 nomi, ha raccolto appena 839 voti totali, addirittura meno dei candidati di maggioranza più votati (qualcuno ha superato le mille preferenze personali). Neanche Pasquale Lippolis, commissario cittadino di Fratelli d’Italia e figlio di Antonio che nella politica locale bazzica da tempo oltre ad essere molto conosciuto per via della sua attività di commerciante, è riuscito a trainare la compagine: per lui hanno votato solo 185 persone. Non hanno fatto meglio i due esponenti di Forza Italia inseriti nel gruppo: Salvatore Bimonte ha portato in dote 155 voti, la giovanissima Martina Lago – figlia del più noto Mario – ha raccolto 154 preferenze. Il resto dei candidati ha collezionato consensi non incisivi, in molti non hanno raggiunto neppure la doppia cifra.

L’altro disastro elettorale è arrivato alla sinistra di Cuomo: Aldo Agnello, che nel 2017 era risultato il primo dei non eletti in quota Pd e poi si è ritagliato in corsa un posto da consigliere aderendo a Europa Verde che era all’opposizione, riesce per il rotto della cuffia a riconfermarsi consigliere comunale (di opposizione, salvo ripensamenti). Il suo partito, ‘Europa Verde’, e Sinistra Italiana che lo appoggiava non sono riusciti a conquistare nemmeno un seggio: Europa Verde si è fermata al 2,45% (638 voti di lista totali) mentre Si, che al suo interno aveva anche consiglieri uscenti, si è fermata al 2,99% (780 voti di lista). Lo scarso risultato di lista di ‘Sì’ tiene fuori il consigliere uscente Mauro Mazzone e l’ex parlamentare Salvatore Iacomino, che erano granitiche certezze in un’ottica di opposizione al primo cittadino. Poco meglio ha fatto il Movimento Stelle, che raccoglie il 5,47% di preferenze (1424 voti di lista) e strappa un consigliere di opposizione che, in assise, affiancherà Aldo Agnello: il seggio va all’uscente Alessandro Caramiello, che porta a casa 404 voti personali.

Cuomo, dunque, in questo quarto mandato non avrà rivali. Il voto dei cittadini, esulta lui, «è un segno visibile di un affetto e di una stima che mi ripaga di qualche amarezza e che mi ha dato e mi darà sempre la forza di essere ciò che sono, una persona profondamente innamorata di Portici e fortemente legata a questa straordinaria Comunità». Quindi la stoccata a chi, in campagna elettorale, ha attaccato il suo operato e quello della sua squadra: «Il bene vince sempre sul male e i fatti battono sempre le chiacchiere e le bugie».

E i fatti vedono Cuomo già a lavoro. Affiancato da 22 consiglieri (su 24) di maggioranza, che hanno macinato i voti necessari all’incredibile risultato portato a casa dall’esponente del Pd. Davide Borrelli, che nel 2017 era candidato nel Pd dal quale è successivamente fuoriuscito, si riconferma il più votato tra tutti i candidati: festeggia 1133 preferenze raccolte con la lista ‘Avanti’ che lui ha riportato a nuova vita. La lista è la terza della coalizione: con il 12,40% di preferenze (3231 voti totali) tallona ‘Per Cuomo sindaco’, che conquista il 12,50% di preferenze (3257 voti totali). Proprio il capolista di ‘Per Cuomo sindaco’, l’avvocato Ciro De Martino – consigliere uscente – strappa il secondo miglior risultato assoluto: 1108. Mentre il terzo posto viene occupato dall’uscente (e ricandidata) Florinda Verde, che si conferma locomotiva del Partito democratico: per lei 1003 voti. Manca per una manciata di voti la ‘quota mille’ l’avvocato Riccardo Fernandes, primo eletto della lista deluchiana ‘Campania libera’ che è la quarta forza di coalizione (10,26% con 2673 voti totali). La prima lista resta sempre quella del Partito democratico, che registra il 19,13% di preferenze con 4982 voti totali. In termini di seggi, la divisione nella coalizione è presto fatta, al pari della composizione del nuovo Consiglio comunale.

Al Pd vanno sei seggi che saranno occupati da: Florinda Verde, Antonio Bibiano (726 voti), Claudio Teodonno (711 voti), Alessio Ucciero (672 voti), Maurizio Minichino (662 voti), Francesco Portoghese (627 voti). Le new entry, rispetto alla passata consiliatura, sono Ucciero e Portoghese (nel 2017 si candidò con una civica ma non riuscì ad essere eletto perché la lista non totalizzò il risultato necessario a superare la soglia di sbarramento). Prima dei non eletti Melania Capasso (581 voti), che fino alla fine si è giocata il posto con l’avvocato penalista Annarita Formicola (531 voti): Capasso ha goduto del vantaggio, in termini di visibilità con l’elettorato, di essere consigliere uscente e di essere stata anche capogruppo del Pd in Consiglio, il che, per converso, dimostra l’ottima performance elettorale di Formicola. Capasso potrebbe però essere ‘ripescata’ laddove il sindaco Cuomo decidesse di confermare Minichino come assessore o di pescare tra i 6 eletti del Pd per occupare un posto in giunta.

Tre seggi a ‘Per Cuomo sindaco’, la lista di riferimento del primo cittadino: Ciro De Martino, il pediatra Enrico Grandi (484 voti) e Stefania Valvini (424 voti). Se per De Martino e Grandi il voto si traduce in una riconferma (nel 2017 Grandi fu però eletto con la civica ‘Avanti’), l’avvocato civilista Stefania Valvini era alla sua prima esperienza elettorale. Ne consegue che Valvini ha vinto in maniera eccellente la sfida se si considera che, dal secondo della sua lista, la separano una manciata di voti e che Grandi godeva del traino di 5 anni di consiliatura.

Tre seggi ad Avanti: Davide Borrelli, Martina Albo (780 voti), Grazia Buccelli (627 voti). Da segnalare la prestazione di Martina Albo, che entra in Consiglio comunale per la prima volta. Borrelli era consigliere uscente e Buccelli era assessore alle Politiche giovanili. Una eventuale riconferma in Giunta di Buccelli potrebbe far scattare un altro consigliere per Avanti.
Tre seggi a Campania libera: Riccardo Fernandes, Vittorio Zeno (403 voti) e Aniello Pignalosa (336 voti). Zeno entra per la prima volta in Consiglio. Una parentesi su Pignalosa: nel 2017 fu eletto all’opposizione con ‘DeMa’, il movimento che faceva capo all’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris; con una piroetta è passato in maggioranza conquistando nuovamente un posto in Consiglio.

Due a ‘Il Cittadino’ : Luca Manzo (591 voti), consigliere uscente, e Dario Formicola (318 voti), nuovo ingresso.

Due a ‘Portici libera’: Luigi Scognamiglio (638 voti; consigliere uscente) e l’avvocato Gianluca Viscardi (422 voti; new entry)

Due a Portici Viva, lista di riferimento del vicesindaco uscente Fernando Farroni: Marco D’Avino (380 voti) e Olga Intoccia (286 voti), figli entrambi di due noti pediatri (di base) di Portici e per la prima volta entrambi in Consiglio comunale.

Un seggio a Libertas Democratia Cristiana, che abbracciava Azione e Democrazia Cristiana: Michele Miranda (562 voti), alla prima prova in Consiglio.

Restano fuori dal Consiglio Viviamo Portici che si ferma al 2,82% e il Partito socialista italiano che fa lo 0,98%.

martedì, 14 Giugno 2022 - 11:56
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