Migranti e terrorismo, scoperto il tariffario delle identità false: 500 euro per superare i controlli alla frontiera

Terrorismo
di Giancarlo Maria Palombi

L’aumento di immigrati irregolari su un territorio può trasformarsi davvero in una risorsa. A intuire per prima l’affare è stata la camorra. I clan del Napoletano che hanno registrato un incremento di affari dopo l’ondata di ingressi di extracomunitari nel nostro paese, una sorta di boom economico legato ad una delle principali attività della malavita napoletana: la contraffazione. Attenzione, però, in questo caso non si tratta di borse Louis Vuitton taroccate o portafogli Gucci esposti su bancarelle di fortuna. Gli immigrati sono clienti, non venditori. Accade così che a Napoli sia possibile per uno straniero diventare regolare con un investimento  di poche migliaia di euro. I falsari partenopei, si sa, sono tra i migliori in Europa. Dimenticate i cliché della “Banda degli onesti”, oggi gli artigiani del piombo sono stati sostituiti da tecnici informatici e grafici professionali abili della duplicazione di colori. Sono loro i maghi del falso capaci di riprodurre ogni tipo di documento. Le forze dell’ordine sono da mesi al lavoro per individuare i laboratori di produzione, le cosiddette stamperie. Ora che il fenomeno della vendita di documenti contraffatti ha coinvolto anche ampie fette di stranieri irregolari, il tema è divenuto scottante anche per gli inquirenti esperti in antiterrorismo. Una carta d’identità e una tessera sanitaria false si possono ottenere con una spesa di circa 500 euro; aumenta la posta se il soggetto in questione necessità anche di patente di guida, in questo caso la cifra raggiunge i 3000 euro. Seimila sono invece gli euro necessari per il kit completo: carta di identità, passaporto, tessera sanitaria e patente di guida. Nasce così una nuova identità abilitata dalla camorra a viaggiare anche all’estero. Ma come lavorano i falsari specializzati in documenti? “C’è sempre un tramite, una specie di gancio che mette in contatto la persona che necessità di documenti e lo specialista” spiegano gli investigatori delle forze dell’ordine “i falsari preferiscono non conoscere la vera identità dei loro clienti. Basta una foto e i dati da riportare sugli atti”. Non tutti gli specialisti napoletani, però, si mostrano disponibili a realizzare identità per gli stranieri “Quando in passato abbiamo arrestato falsari con importanti  di tecnologie a disposizione ci hanno riferito di aver rifiutato commesse da extracomunitari per timore di finire coinvolti in indagini sul terrorismo” conclude uno 007 anticontraffazione. Un business, quello dei documenti contraffatti per i migranti, che però in alcuni casi sembra non essere necessario per chi vuole rinascere sul suolo italiano. A spiegarlo è un agente di polizia impegnato sul campo che preferisce però restare anonimo. “Quando un immigrato giunge in un centro di identificazione non ha mai con sé documenti del proprio paese. Il 90% di loro dichiara di essere nato il primo gennaio del 1990 in uno dei paesi per i quali è immediata la concessione di rifugiato politico. Ma non sappiamo se ciò che hanno riferito corrisponde al vero. Paradossalmente è lo stato italiano che così rischia di creare nuove false identità”

martedì, 14 novembre 2017 - 21:04
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