Fi presenta le liste, ma è festa dimezzata: il coordinatore De Siano costretto in difesa sugli ‘impresentabili’ e sulle ‘papigirl 2.0’

di Dario Striano

Il pubblico è quello delle grandi occasioni. La sala al primo piano dell’Hotel Royal di Napoli è gremita. Sul palco ci sono i big regionali di Forza Italia: il coordinatore regionale, Domenico De Siano, e quello metropolitano, Paolo Russo. Poi c’è Mara Carfagna, la parlamentare uscente, accolta con un boato. Vera beniamina dei napoletani forzisti. C’è chi prova a scambiare due parole con lei, chi le chiede un selfie e persino un autografo. Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, osserva la scena con aria soddisfatta e annuncia ai cittadini, a bassa voce, quello che poi dirà in tono fermo e orgoglioso durante la conferenza: «La mia convinta adesione a Forza Italia». L’aria di festa si avverte ogni qualvolta il coordinatore De Siano scandisce nome e curricula dei candidati ai collegi per Camera e Senato. Aria di festa che dura poco in realtà. Bisogna discutere delle questioni calde e delle polemiche che hanno travolto Forza Italia in Campania. De Siano è costretto a giocare in difesa e a parlare di ‘impresentabili’ e delle ‘papigirl 2.0’. Del caso De Girolamo e di quello del giudice Cioffi: argomenti che toglieranno spazio alle idee e al programma elettorale. Grande assente della giornata Marta Antonia Fascina, la più attesa da giornalisti, simpatizzanti e televisioni.

Forza Italia e gli ‘impresentabili’. De Siano: «Siamo garantisti, giusto candidare i Cesaro»
La difesa di De Siano a Forza Italia inzia dal caso degli “impresentabili”. In particolare il coordinatore regionale degli azzurri ha risposto alle polemiche sorte sulle candidature di Luigi (confermata) e Armando Cesaro (rientrata) – rispettivamente deputato e capogruppo Fi in Regione – recentemente raggiunti da un avviso di conclusione indagini per un’ipotesi di reato per voto di scambio. «Noi siamo garantisti. – ha detto De Siano – Il principio del garantismo viene sancito dalla nostra Carta costituzionale. Noi lo pratichiamo sia per i nostri amici che per i nostri avversari. Noi lo pratichiamo sempre perché riteniamo sia un principio cardine della democrazia. Per la sua esperienza, per il suo apporto, per il lavoro fatto nel corso degli anni era più che giusto candidare Luigi Cesaro».

De Siano sul caso Cioffi: «I giudici a Sinistra sono eroi, da noi le cose cambiano»
De Siano è poi intervenuto sul caso del giudice Cioffi costretto a presentare una rinuncia al ruolo di presidente del collegio che dovrebbe giudicare i fratelli di ‘Giggino ‘a purpett’, Aniello e Raffaele Cesaro, imputati per concorso esterno in associazione mafiosa. Il giudice ha dovuto lasciare il suo incarico dopo essere stato fotografato ad una convention di Fi. Il coordinatore regionale ha sottolineato una disparità di trattamento da parte dell’opinione pubblica sulla partecipazione dei giudici alle manifestazioni politiche: «Ma perché se un magistrato in Italia partecipa ad una manifestazione di un partito di Sinistra è un eroe e se partecipa a uno di CentroDestra viene trattato in materia diversa?». Dopo aver ribadito che non vi è mai stata «un’ipotesi di candidatura nelle liste di Forza Italia del giudice», De Siano si è «rammaricato per i guai procurati a Cioffi, colpevole soltanto, da quanto ho letto sui giornali, di aver partecipato ad una nostra convention».

«Con le papigirl 2.0 Forza Italia tenta di rinnovarsi»
Il coordinatore De Siano risponde anche alle polemiche sulla candidatura di Marta Antonia Fascina, la giovane porticese, dal passato politico semisconosciuto, candidata alla Camera in due collegi proporzionali. La prorompente ‘papigirl’ attesa da giornalisti e simpatizzanti del partito, ha preferito non presentarsi. Forse sapeva che tutti i riflettori sarebbero stati puntati su di lei. Secondo i big regionali del partito la candidatura della Fascina e di tante altre giovani sarebbe dipesa dalla volontà «fisiologica da parte di Berlusconi di rinnovare la classe dirigente di un partito nato nel 1994». «I 5 stelle candidano una ragazza di vent’anni senza alcun tipo di esperienza vengono acclamati ed esaltati, poi lo fa Forza Italia e le cose cambiano», questa la riflessione di De Siano.

De Siano e la De Girolamo: «Nessun colpo di mano» 
Poche parole infine anche per il caso di Nunzia De Girolamo: secondo tutti capolista nel collegio Benevento-Avellino e retrocessa al secondo posto dello stesso listino proporzionale. Per la deputata, dunque, meno possibilità di essere rieletta alla Camera. Una storia strana che la stessa parlamentare uscente ha avvertito come «un colpo di mano da parte di Paolo Russo, Mara Carfagna e De Siano». Colpo di mano ritenuto «completamente infondato» dai vertici nazionali di Fi e da quelli regionali. «Nessun caso De Girolamo. – ha concluso De Siano – I comunicati del partito credo abbiano già chiarito l’intera vicenda».

Paolo Russo e Carfagna: «De Luca e De Magistris flop, Il M5s il nostro antagonista». 
Dalla difesa all’attacco. Paolo Russo, nel parlare dei programmi di Forza Italia, scaglia anche frecciatine nei riguardi del Pd e dei grillini. «Ci candidiamo per la difesa dei diritti: il diritto di essere cittadino eguale dinanzi alla legge, il diritto di pretendere lo stesso trattamento quando il condono viene consentito a tutti tranne in Campania, il diritto ad una tariffa equa per assicurare la nostra autovettura. Il Pd non ha candidato chi ha provato a portare questa battaglia in Parlamento, mi riferisco a Berardo Impegno. Il nostro vero antagonista non è una Sinistra sconfitta dai suoi fallimenti, ma il Movimento 5 stelle, e solo noi possiamo impedire che la Campania cada in mano a chi non sa amministrare un condominio». A chiudere la convention un’energica Mara Carfagna che, criticando le giunte di De Luca e De Magistris in materia di Sanità e Welfare, annuncia di voler continuare a lottare per le donne, per il Sud e per i giovani: «Da questi signori non prendiamo lezioni di legalità, c’è un altro modo di governare. Non promettiamo miracoli ma serietà, ascolto, vicinanza e concretezza. Avremo modo di parlarne, non oggi».

sabato, 3 febbraio 2018 - 17:48
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