Baby gang «piccoli eserciti» senza identità La Dia disegna la nuova mappa del crimine Napoli ostaggio di 4500 camorristi

di Giancarlo Maria Palombi

«Piccoli eserciti» formati da «ragazzi sbandati, senza una vera e propria identità storico criminale» che, da anonimi delinquenti si sono impadroniti del territorio «attraverso una quotidiana violenza più che mai esibita, utilizzata quale strumento di affermazione e assoggettamento ma, anche, di sfida verso gli avversari». Così gli analisti della Dia descrivono il fenomeno delle baby gang. Lo spaccato emerge dalle pagine della relazione semestrale della Direzione nazionale antimafia (prima metà del 2017), trasmessa alla Camera. Il dato caratterizzante, rileva la Relazione, «è fornito dall’età dei singoli partecipi, sempre più bassa, non disgiunta dalla commissione di atti di inaudita ferocia, anche dovuta a una percezione di impunità, tanto da indurli a un esordio criminale addirittura da adolescenti». Sul fronte della criminalità organizzata, la Dia ridisegna la mappa della camorra. A Napoli e provincia, stando ai report degli investigatori, risultano complessivamente 89 clan (per un numero complessivo di circa 4.500 affiliati-soldati) di cui 42 operativi a Napoli e 47 in provincia che interagiscono tra loro «in equilibrio instabile e in territori caratterizzati da una densità abitativa elevatissima» scrivono gli esperti, dove è più facile – sotto il profilo delle risorse umane disponibili – rinnovare costantemente gli organigrammi dei sodalizi. Le zone dove è palpabile il persistente stato di fibrillazione tra i vari gruppi sono i quartieri del centro storico di Napoli e le sue periferie: qui si sono susseguiti scontri a fuoco tra passanti inermi, ad opera di delinquenti armati.

martedì, 6 febbraio 2018 - 18:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA