Capra sgozzata col volto di Vittorio Sgarbi Il politico attacca i 5Stelle ma fa cilecca “Sì Cobas”: «Siamo stati noi, è satira»

Il manifesto della discordia contro Vittorio Sgarbi a Pomigliano d'Arco
di Danio Gaeta

Vittorio Sgarbi parla di camorra e intimidazioni, punta il dito contro il Movimento 5 Stelle e chiede provvedimenti da parte delle forze dell’ordine. Dall’altro lato il collettivo Si Cobas rivendica l’affissione del manifesto raffigurante una capra sgozzata con la testa del candidato di Forza Italia e prende le distanze dai grillini.
Il dibattito politico a Pomigliano d’Arco si infiamma. E tutto a causa di un manifesto, affisso ieri mattina, in cui si vede una capra sgozzata con il volto di Sgarbi seguita dalla frase «Sgarbi a Pomigliano? Cercano altri agnelli sacrificali, ma credono che è sempre PasquA?». Sgarbi, candidato con Fi alle prossime elezioni governative nel collegio di Pomigliano (ex roccaforte rossa), non ci sta e attacca, puntando pure l’indice – ma stavolta scivolando in una cantonata – nei confronti dei ‘grillini’, suoi diretti rivali in questa tornata elettorale (Luigi Di Maio è candidato nello stesso collegio) : «I manifesti che mi ritraggono con la testa mozzata grondante di sangue, fatti affiggere stamane a Pomigliano d’Arco da soggetti che si definiscono aderenti al sindacato Si Cobas e collettivo 48 OHM costituiscono una evidente intimidazione, ancor più grave perché proveniente da soggetti collaterali al Movimento 5 Stelle». «Chiedo pertanto alle forze dell’ordine, ed in particolare alla Digos – ha concluso – di identificare gli autori materiali di questa intimidazione, nonché gli ispiratori politici, e di verificare se tra di loro vi sono soggetti che abbiano collegamenti con appartenenti alla camorra. Mi auguro che Giggino Di Maio abbia parole di condanna. Attendo una sua presa di posizione inequivocabile». Dichiarazioni forti, che attirato l’inevitabile replica degli attivisti del Si Cobas. I quali precisano: «Nessuna intimidazione. E’ solo satira politica. E il Movimento 5Stelle con questa storia e con noi non c’entrano niente». «I manifesti li abbiamo messi noi e lo facciamo a volto scoperto – ha detto Mimmo Mignano, attivista del collettivo e operaio Fiat – la camorra non c’entra e non c’entrano i grillini». «Noi rappresentiamo gli operai – ha aggiunto – ci siamo stancati di fare la parte degli agnelli sacrificali e abbiamo voluto fare un po’ di satira politica. Sgarbi ripete sempre la parola ‘capra’ quando vuole insultare, ma lui cosa ne sa delle difficoltà che vivono gli operai?». «Cosa ha a che vedere un operaio che per sopravvivere deve iniziare la sua giornata di lavoro alle quattro del mattino, sopportare ritmi infernali ritrovandosi già a 40 anni come un ferro vecchio da buttare, con le organizzazioni criminali che soprattutto in Campania sono espressione della classe imprenditoriale che Sgarbi rappresenta?», ha concluso Mignano.
Lo scontro politico è servito. Il manifesto della discordia, intanto, è stato rimosso.

mercoledì, 7 Febbraio 2018 - 17:32
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