Giustizia, la presidenza della Commissione va a Giulia Sarti (5S) ma solo con 25 voti Gli inciampi del deputato e gli imbarazzi

Il deputato Giulia Sarti del Movimento Cinque Stelle
di Manuela Galletta

Ci sono i grillini, i leghisti e pure esponenti del Pd tra i neo eletti nelle commissioni Giustizia alla Camera e al Senato. Giorno dopo giorno, le squadre si formano, si completano. Le commissioni, tutte, sono state costituite ieri. E sono pronte a lavorare. Tra novità e qualche scelta che già nelle retrovie crea qualche imbarazzo. Come quella del deputato Giulia Sarti, grillina, che agguanta la presidenza della Commissione Giustizia alla Camera.

Giulia Sarti e gli inciampi
che creano imbarazzo
Trentadue anni e una laurea in Giurisprudenza conseguita nel 2012, Giulia Sarti è entrata nel Movimento 5 Stelle il 13 dicembre del 2007, quando aderì al Meetup di Bologna. Con le Politiche del 2013 il suo primo ingresso in Parlamento. Un anno fa è finita al centro dello scandalo dei rimborsi al fondo per le piccole e medie imprese, ma è stata graziata da Luigi Di Maio. Si è autosospesa (salvo poi rientrare in pista), ha denunciato l’ex compagno, collaboratore parlamentare, per la mancata restituzione della diaria (l’uomo è stato nel frattempo indagato dalla procura per appropriazione indebita) e ha poi ha reso i 23mila euro che mancavano all’appello. Ma la Sarti è stata per giorni al centro delle cronache anche per un altro spiacevole episodio, di cui è stata vittima. Un hacker riuscì a rubare nel 2013 alcune sue foto private ed intime, nonché tutte le conversazioni, anche di natura politica, che la Sarti aveva scambiato nel giro di diversi anni. E quelle foto sono tornate a circolare proprio alla vigilia delle elezioni, proprio nelle settimane dello scandalo dei rimborsi. Pochi giorni fa, il 12 giugno scorso, Giulia Sarti è stata condannata per diffamazione; parte offesa un giornalista de ‘Il Resto del Carlino’. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del tribunale di Rimini Antonio Pelusi che, accogliendo le richieste del pm Elisabetta Rovinelli, ha condannato la deputata a mille euro e al pagamento delle spese processuali, con sospensione della pena. L’articolo oggetto della ‘contesa’ era un articolo pubblicato nel marzo 2015 dal giornalista Filippo Graziosi sui redditi di tutti i politici riminesi, Sarti compresa, dal titolo: «La Sarti trova un tesoro alla Camera». Nel pezzo si faceva notare che la busta paga della Sarti era passata da zero prima delle elezioni (nel 2013) a quasi 80mila euro all’anno. La Sarti replicò duramente all’articolo con un post sulla propria pagina Facebook definendo il giornalista «sciacallo». In alcuni commenti a quel post (furono una cinquantina) si arrivò anche alle minacce di morte nei confronti del giornalista. Non finisce qui: mercoledì il quotidiano ‘Il Foglio’ ha rivelato che Giulia Sarti, nel suo precedente mandato da parlamentare, prelevò dall’archivio di Montecitorio due documenti ‘riservati’ e li portò a casa. Nessuno avrebbe saputo niente, se quei documenti non fossero stati divulgati (ma non è stato chiarito da chi, anche se la Sarti ha fatto insinuazioni sempre sul conto dell’ex fidanzato).

Sarti, presidente Commissione Giustizia
ma con sole 25 preferenze su 44 votanti
Storie che, a quanto pare, non sono state dimenticate neppure da chi ieri mattina è stato chiamato a votare: 44 deputati hanno espresso la loro preferenza, e solo in 25 hanno puntato sul nome di Giulia Sarti. Diciotto le schede nulle, mentre una sola preferenza è andata al deputato di Forza Italia Roberto Cassinelli. Alla fine, comunque, Giulia Sarti ce l’ha fatta, coronando un desiderio che la ragazza aveva già espresso nel 2013: occuparsi di Giustizia. Restano, tuttavia, le preoccupazioni legate soprattutto alla violazione della privacy ai danni della Sarti. Se c’è qualcuno, è il pensiero diffuso, in grado di rubarle foto e documenti riservati, la parlamentare rischia di essere costantemente nel mirino e di incorrere in qualche pregiudizio pesante per la sua delicata attività politica.

Commissione Giustizia alla Camera,
i nomi di tutta la ‘squadra’
Vicepresidenti della commissione sono Riccardo Marchetti (Lega), 30 anni di Città di Castello e una Laurea in scienze per l’investigazione e la sicurezza presso l’Università di Perugia; Franco Vazio (Pd), avvocato, che non ha mancato di contestare il Governo sul tema Giustizia proprio a commento della sua nomina («Il lavoro da fare sarà complesso, anche in ragione del fatto che il confronto con la maggioranza e il Governo sarà duro e serrato. Questo contratto di Governo mina alla radice le garanzie del ‘giusto processo’ e le conquiste di legalità»).

Un avvocato alla presidenza
della Commissione Giustizia al Senato
Guiderà, invece, la Commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari, della Lega: 43 anni, Ostellari è avvocato e dal 2015 è segretario della Lega Nord nella città di Padova dove vive ed esercita la professione legale. I suoi vice sono Mattia Crucioli (Movimento Cinque Stelle), 42enne di Genova, avvocato amministrativista, legale dei comitati contro il Terzo Valico e vicino all’ala ambientalista del M5S; e Raffaele Stancanelli (Fratelli d’Italia), avvocato cassazionista (campo civile ed amministrativo) e già sindaco di Catania dal 2008 al 2013 Segretari: Alessandra Riccardi (Movimento Cinque Stelle), avvocato nata a Cinisello Balsamo (dove provò a candidarsi sindaco) e già portavoce dei grillini in Senato; Valeria Valente (Pd), dal curriculum politico decisamente più corposo rispetto agli altri eletti nelle due Commissioni. Un mese fa Valeria Valente, napoletana, è stata nominata anche vicepresidente al Senato per il Partito democratico, incarico che potrebbe spingerla a lasciare il consiglio comunale di Napoli dove, soprattutto in questi ultimi mesi, si è assestata su posizioni di netto contrasto e dure critiche nei confronti del sindaco Luigi de Magistris soprattutto rispetto alla questione del ‘debito’ che sta affossando i conti di Napoli e sta asciugando la già scarsa qualità dei servizi che una pubblica amministrazione è chiamata ad assicurare ai cittadini.

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venerdì, 22 giugno 2018 - 20:45
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