Elezioni nel Csm, la sfida tra i big della magistratura: ventuno candidati per 16 posti, ecco tutte le toghe in campo

di Manuela Galletta

Dopo l’assalto all’Associazione nazionale magistrati, l’ex pm di Mani Pulite e oggi giudice di Cassazione Piercamillo Davigo punta dritto al Consiglio superiore della magistratura. Riflettori accesi tutti su di lui per il rinnovo dell’organo di autogoverno di giudici e pubblici ministeri. Si va alle urne, per l’elezione della componente ‘togata’, domenica 8 e lunedì 9 luglio: 9500 sono i magistrati aventi diritto al voto, 16 invece sono i candidati che andranno scelti tra i nomi, pure di assoluto prestigio, schierati in campo dalle quattro correnti che animano il mondo della magistratura. In particolare saranno eletti due magistrati di Cassazione; quattro pubblici ministeri; dieci giudici di merito. Dal momento che il sistema elettorale è maggioritario puro con una lista unica nazionale per ciascuna delle tre categorie da eleggere, risulteranno eletti i magistrati che, in ciascuna lista, riportano il maggior numero di voti. La componente laica del Csm, otto membri in tutto, saranno invece scelti dal Parlamento che si riunirà in seduta comune giovedì 19 luglio.
Per i due posti di giudici di legittimità (Cassazione) si sfideranno in quattro: Angelo Carmelo Celentano (sostituto procuratore generale presso la Corte Suprema e un passato come giudice anche ai Tribunali di Nola e Napoli), in quota Unicost, la corrente di maggioranza e più moderata; Loredana Miccichè (consigliere presso la Corte di Cassazione), schierata in campo da Magistratura indipendente, la corrente di centrodestra; Piercamillo Davigo (presidente di sezione presso la Cassazione), e fondatore della corrente ‘Autonomia e Indipendenza’ (nata dalla scissione da Mi) che alle ultime elezioni per il rinnovo dell’Anm fece il pieno di consensi personali aggiudicandosi così per un anno la guida del ‘parlamentino’; Rita Sanlorenzo (sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione), lanciata da ‘Area’, la corrente più di sinistra delle toghe.
Quattro sono anche i candidati che si contenderanno i quattro posti da pubblico ministero: Sebastiano Ardita (procuratore aggiunto alla Procura di Catania), considerato il numero due di ‘Autonomia e Indipendenza; Luigi Spina (sostituto procuratore Procura di Castrovillari), in quota Unicost; Antonio Lepre (sostituto procuratore alla Procura di Paola), che corre sotto la bandiera di Magistratura indipendente; Giuseppe Cascini (procuratore aggiunto alla Procura di Roma e titolare dell’inchiesta su Mafia Capitale e già segretario generale dell’Anm), candidato per ‘Area’.
Sul fronte dei giudici di merito, la pattuglia dei candidati è più nutrita (13 in tutto) e ogni corrente ha schierato in campo più nomi. Unicost ha candidato: Michele Ciambellini, giudice al tribunale di Napoli; Concetta Grillo, presidente di di sezione al tribunale di Caltagirone; Gianluigi Morlini, giudice del tribunale di Reggio Emilia; Marco Mancinetti, giudice del tribunale di Roma. Autonomia e Indipendenza, invece, ha deciso di puntare su Ilaria Pepe, consigliere presso la Corte d’Appello di Napoli; Giuseppe Marra, magistrato di tribunale destinato all’ufficio del massimario in Cassazione. Due i candidati in corsa per Magistratura Indipendente: Corrado Cartoni, giudice al tribunale di Roma; Paola Maria Braggion, giudice tribunale di Milano. Quattro, infine, i magistrati in campo per Area: Bruno Giangiacomo, presidente del tribunale di Vasto; Giovanni Zaccaro, giudice al tribunale di Bari; Alessandra Dal Moro, giudice al tribunale di Milano; Paolo Criscuoli, giudice tribunale di Palermo; Mario Suriano, giudice al tribunale di Napoli.

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sabato, 7 luglio 2018 - 14:18
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