Coniugi uccisi a bastonate in casa,
dopo nove anni nessun colpevole
Il giallo di Torre del Greco

Tribunale Giustizia

Un giallo. Un duplice omicidio senza colpevoli e con tante domande che ancora attendono risposta. Il 10 agosto del 2009 a Torre del Greco Filiberto Sorrentino e la moglie Vincenza Marcianò vengono trovati senza vita nella loro abitazione al corso Vittorio Emanuele. Filiberto, 92 anni, è riverso sul divano, colpito una sola volta alla tempia da un corpo contundente; Vincenza, che di anni aveva 80 anni, è invece in cucina: l’assassino le ha inferto una ventina di colpi. La casa è a soqquadro, la televisione è accesa ad alto volume. Nessun segno di effrazione, segno che i due coniugi hanno aperto la porta di casa all’assassino. La scena si presenta così a Maurizio Sorrentino, il figlio della coppia, quando l’uomo rincasa. Ed è lui a chiamare il 112.
Comincia così la storia di un cold case e di una causa per risarcimento danni allo Stato che Maurizio Sorrentino ha deciso di intentare. Poche settimane dopo il duplice omicidio, la procura della Repubblica di Torre Annunziata e i carabinieri concentrano i loro sospetti su Maurizio Sorrentino e giungono alla conclusione che è stato lui ad ammazzare i genitori. Sorrentino, che in carcere c’era già stato negli anni di piombo per via della sua militanza nel gruppo terroristico dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari, viene arrestato quasi due anni dopo la tragedia: è il 21 settembre del 2011. Ma il 7 febbraio del 2013 la tesi della magistratura oplontina si infrange contro lo scoglio dei giudici della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli, all’epoca presieduta da Adriana Pangia. Maurizio Sorrentino viene assolto per non aver commesso il fatto. Viene assolto perché in quella storia, nella ricostruzione dei fatti emergono troppi dubbi. A cominciare dalla data dell’omicidio: il perito del pubblico ministero la colloca nel giorno 6 agosto, mentre quello della difesa la posta tra il 7 e l’8 agosto. Proprio lo slittamento di 24 ore della data della morte di moglie e marito, fornisce a Sorrentino l’occasione di presentare degli alibi: il 7 agosto c’è un testimone che giura di aver visto Sorrentino con due persone. Non solo: tanti dubbi circondano anche il movente. La procura ha sempre ritenuto che Sorrentino avesse ucciso i genitori per soldi; la difesa ha replicato sostenendo che l’uomo avesse quasi 20mila euro in azioni. Troppe le zone d’ombra, tanto è vero che quando il processo arriva dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, perché la procura presenta ricorso, il sostituto procuratore generale che viene chiamato a sostenere l’accusa in giudizio si smarca dalle conclusioni del pm che aveva istruito l’indagine e chiede la conferma dell’assoluzione. Assoluzione arrivata nel marzo del 2017 dopo mezz’ora di camera di consiglio e diventata definitiva.
Da allora l’inchiesta è ferma su un binario morto. L’assassino dei coniugi Sorrentino non è mai stato trovato e il figlio della coppia, unico sospettato ma dichiarato processualmente innocente, punta adesso ad un risarcimento per i 16 mesi trascorsi in prigione e per il calvario giudiziario patito.

Manuela Galletta
                                                                                                           

sabato, 11 Agosto 2018 - 11:57
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