Sentenze spesso incomprensibili, accordo per un linguaggio chiaro tra Consiglio di Stato e Accademia della Crusca

Tribunale
di Tina Raucci

«Sentenze chiare e comprensibili per tutti»: il Consiglio di Stato e l’Accademia della Crusca firmano un accordo per fare sì che il contenuto delle motivazioni delle sentenze sia accessibile anche a chi non è un operatore della Legge. «Il giudice non deve persuadere, ma dare conto della propria decisione, per questo profili processuali e forme di linguaggio devono stare insieme nella redazione della sentenza, che è la ragion d’essere del giudice» si legge in una nota congiunta a firma del presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi e del presidente dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini.

A ribadire l’importanza di adottare un linguaggio chiaro all’interno delle sentenze è la stessa Corte di Cassazione, già con la sentenza del 14/08/2014 n.17960. Dalla citata sentenza emerge che qualora un provvedimento «non brilli per nitore sintattico, chiarezza logica e struttura espositiva» si induce le parti a proseguire nella lite e a coltivare il contenzioso, appesantendo ulteriormente la macchina amministrativa e burocratica.

Nell’ambito dell’accordo tra la Crusca e il Consiglio di Stato si prevede l’organizzazione di convegni, seminari e laboratori volti a sensibilizzare gli operatori del diritto in materia linguistica. L’obiettivo è valorizzare la lingua italiana, assicurandone un’edizione chiara, lineare ed efficace nel contesto giuridico.

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mercoledì, 12 giugno 2019 - 12:07
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