Camorra, ucciso dal clan perché chiedeva il pizzo senza autorizzazioni dei boss: 5 arresti per l’omicidio Balestrieri a Pianura

Bossolo

I pentiti dicono che Francesco Balestrieri venne ucciso perché s’era messo a chiedere il pizzo ai commercianti nella zona di Pianura senza l’autorizzazione del clan Marfella. Questa mattina gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere a corollario dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I provvedimenti hanno interessato il boss Salvatore Marfella, Giuseppe Foglia, Emanuele Bracale, Antonio Campagna e Lorenzo Carillo, mentre l’ormai ex ras Pasquale Pesce è indagato a piede libero essendo collaboratore di giustizia.

Tutti devono rispondere di omicidio con le aggravanti della premeditazione, dell’uso illegale di armi e della matrice camorristica. L’agguato si consumò il 10 aprile del 2014. La svolta nell’inchiesta è arrivata grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che hanno consentito alla Dda di delineare i ruoli di ciascun indagato nel delitto: se Marfella e Pesce vengono indagati come mandanti, Giuseppe Foglia, Emanuele Bracale e Antonio Campagna, detto Sasa’, invece sono ritenuti i componenti del gruppo di fuoco.

In particolare Campagna fu l’autista dell’autovettura su cui i tre viaggiavano e con la quale hanno poi speronato il ciclomotore su cui viaggiava la vittima facendola cadere. Giuseppe Foglia e Emanuele Bracale, subito dopo la collisione, scesi dalla vettura, spararono numerosi colpi di pistola calibro 9 contro la vittima, uccidendola. Lorenzo Carillo, incaricato proprio da Pesce, si occupò infine di recuperare con un’altra auto, due killer, per poi portarli lontano dal luogo del delitto.

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martedì, 11 giugno 2019 - 13:56
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