Bonafede ‘salva’ Caltanissetta e lancia la sua formula: «Più magistrati e personale amministrativo in tutta Italia»

Alfonso Bonafede
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
di Federico Felici

Bonafede torna nella sua Sicilia. E dal palazzo di giustizia di Caltanissetta lancia la sua ‘formula’ per rilanciare la Giustizia in Italia. Più personale amministrativo, più magistrati, massima attenzione per i tribunali ‘periferici’ come quello di Caltanissetta che non saranno destinati alla chiusura. E poi ‘uffici di prossimità’ anche negli ospedali.

Il Guardasigilli – in occasione della sua vita avvenuta ieri martedì 16 aprile – si scioglie in annunci e non si sottrae alle domande dei giornalisti, inclusa quella sull’imminente chiusura di Radio Radicale a causa del mancato rinnovo della convenzione con il Governo per la trasmissione delle sedute di Camera e Senato. Anche Fiammetta Borsellino ha lanciato un appello al Governo e a Bonafede affinché Radio Radicale venga salvata. «Il governo sta facendo tutte le valutazioni che deve fare ma dobbiamo ricordare che abbiamo una televisione è un servizio radiofonico che sono sevizio pubblico. Quindi, il punto fondamentale è non perdere il servizio pubblico, cioè che i cittadini non siano a conoscenza delle sedute parlamentari o dei processi importanti – commenta Bonafede – Mi rimetto alle dichiarazioni di Vito Crimi, però sottolineo come fa Crimi la necessità di conservare quel compito che è fondamentale. Ma noi abbiamo un servizio pubblico e i cittadini pagano un canone perché ci venga garantito il servizio pubblico».

Se su Radio Radicale si mantiene vago, è sulla Giustizia che Bonafede parla a ruota libera: «La giustizia, per la prima volta dopo decenni, torna ad essere una priorità per il Governo di questo Paese». Comincia, quindi, rassicurando chi lavora al Tribunale di Caltanissetta: questo presidio non chiuderà. «Abbiamo ereditato una situazione – spiega il ministro della Giustizia – in cui qualcuno pensava addirittura di poter chiudere la Corte d’Appello. Come ministro mi sono opposto alla chiusura di qualsiasi tribunale e Corte d’Appello in Italia, certamente non è nei miei piani la chiusura della Corte d’appello di Caltanissetta. Anzi stiamo facendo tutte le valutazioni di pianta organica affinché questo presidio di legalità abbia la forza di portare avanti tutta una serie di attività di Giustizia che sono irrinunciabili per i cittadini italiani e siciliani».

Per Bonafede Caltanissetta «è un presidio di legalità, di giustizia irrinunciabile per lo Stato italiano. Caltanissetta ha anche una tradizione di lotta alla criminalità organizzata e ci tengo a visitare questo luogo di giustizia». Ma Caltanissetta è anche un tribunale in affanno, a causa della carenza di organico. Bonafede lo sa e coglie l’occasione per il suo annuncio: «Grazie alla legge di Bilancio e alle risorse che sono state stanziate arriveranno più magistrati e personale amministrativo».

A Caltanissetta ma non solo. La «svolta» epocale che Bonafede riguarda il riempimento dei vuoti d’organico che quasi tutte le procure e i tribunali italiani lamentano. «Certo non abbiamo la bacchetta magica ma voglio specificare che in questi primi 9 mesi di Governo questo ampliamento è già stato stanziato nella legge di Bilancio. Quindi non vi parlo di qualcosa che farò ma di qualcosa che è già stata fatta e adesso deve essere concretizzata», aggiunge. Stanziamenti arriveranno anche per mettere mani «alla situazione dell’edilizia giudiziaria perché ci sono problemi proprio nelle strutture». Massima attenzione anche per gli ‘uffici di prossimità’ che Bonafede vorrebbe «aprire anche negli ospedali».

«In questo anno – spiega Bonafede – mi sono impegnato a non chiudere nessun tribunale. Stiamo investendo sugli uffici di prossimità che sono forme di avvicinamento dello stato e della giustizia ai cittadini. Stiamo pensando all’apertura di uffici di prossimità anche negli ospedali di modo che un cittadino che si trova con un parente malato e ha bisogno di un’amministrazione di sostegno trova il luogo di giustizia direttamente in ospedale. E’ un modo per far capire che la giustizia non è chiusa nel perimetro dei palazzi di giustizia ma va incontro ai cittadini e alle loro esigenze».

Infine Bonafede rivolge un appello ai politici della Sicilia, sollecitandoli a recepire la «spazzacorrotti» che sull’isola non si applica: «Trovo sconcertante – dice – che di fronte a una legge che impone alle forze politiche di presentare un curriculum vitae e il casellario giudiziario del candidato che si presenta, affinché i cittadini possano valutare, che ci sia una regione una che si oppone a recepire una legge approvata dal Parlamento nazionale». «Lo trovo sconcertante in generale – ma da siciliano – lo trovo veramente inaccettabile, perché questa terra ha bisogno di messaggi di legalità. E non si può continuare a mettere uno scudo che impedisca ai cittadini di sapere chi si vota. Bisogna mettersi una mano sulla coscienza». E lancia un appello: «Questo non ha a che fare con la presunzione di innocenza, da ministro della Giustizia faccio un appello affinché le istituzioni pongano fine a questa vergogna».

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mercoledì, 17 aprile 2019 - 10:15
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