Lutto nella procura di Napoli:
addio al pm Filippo Beatrice, l’uomo gentile e straordinario magistrato

Il procuratore aggiunto di Napoli Filippo Beatrice

Quando nel marzo 2014 arrivò la notizia, ufficiale, che Filippo Beatrice sarebbe diventato procuratore aggiunto a Napoli con delega alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, in procura fu festa grande. Lo ricordo bene. Filippo Beatrice era un grande magistrato. E un gran signore. Meticoloso, scrupoloso. Tenace. Onesto. Onesto intellettualmente. Ed era un gran lavoratore. Ma soprattutto era gentile. Mai spocchioso. Mai presenzialista. Una persona di grande umanità. Che ti faceva sentire a tuo agio anche se ne sapevi molto meno di lui, ma che al tempo stesso sapeva indirizzarti. Ecco perché la sua nomina mise d’accordo tutti. E tutti vedevano in lui il perfetto erede di Franco Roberti, che l’aveva preceduto nell’incarico e che aveva seminato talmente bene nel suo ruolo di organizzatore del pool antimafia da rendere complicata la sfida di chi avrebbe dovuto raccogliere il testimone.
Beatrice «è stato uno dei migliori magistrati italiani», ha detto stamattina Antonello Ardituro durante il plenum al Consiglio superiore della magistratura nel rendere omaggio al suo collega. Non è retorica. Di Beatrice si è sempre detto questo quando era ancora in vita.
Cinquantanove anni e una vita spesa al servizio dello Stato indossando la toga di magistrato, Beatrice si è spento dopo aver lottato contro un brutto male. Dopo aver lottato contro una malattia che, per quanto possibile, non l’ha mai allontanato dalla procura della Repubblica che è stata la sua casa. Beatrice era animato da uno spirito del dovere altissimo. Che l’ha portato a distinguersi. Sua è la firma di inchieste che hanno ricostruito pezzi di storia sommersi della criminale: indimenticabile l’inchiesta sui ‘magliari’ che per prima fotografò il controllo da parte della criminalità organizzata (Licciardi e Contini) dietro il business della vendita, a Napoli ma soprattutto all’estero (in Germania), di prodotti falsi. Era il 2004. Sua è la firma recata in calce all’inchiesta ‘Calciopoli’ che scosse nelle fondamenta il mondo del pallone: un lavoro durissimo, faticoso svolto fianco a fianco al collega Giuseppe Narducci.
I funerali saranno celebrati domani 14 giugno alle 10.30 nella chiesta di Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani (rione Alto). Beatrice lascia la moglie Ida Frongillo, anche lei pm a Napoli, e i due figli. A loro vanno le nostre sincere condoglianze. A loro va il sincero abbraccio da parte di chi ha avuto la fortuna di poter conoscere l’incredibile umanità e bontà di Filippo Beatrice.

Manuela Galletta

mercoledì, 13 giugno 2018 - 12:43
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