Due minorenni fuggono all’alt della polizia Uno fu ‘indagato’ nel pestaggio di Arturo ma non era imputabile: aveva 13 anni

La pistola sequestrata

Quando nel dicembre del 2016 Arturo venne aggredito e quasi sgozzato, l’unico del ‘branco’ che non sarà mai processato aveva solo 13 anni. Non era imputabile, dice la legge. Eppure era fortemente sospettato di essere lui uno dei due ragazzi che materialmente si avventarono su Arturo e solo per miracolo non lo ammazzarono. L’altro ieri ieri quel ragazzino, che nel frattempo di anni ne ha compiuti 14, è finito nuovamente sotto i riflettori delle forze dell’ordine. Ma stavolta con la giustizia dovrà fare i conti, benché la sua giovanissima età gli abbia consentito ancora una volta di conservare la libertà. Il minorenne, nipote di un noto boss della Sanità, è stato fermato al termine di un inseguimento insieme ad un coetaneo. I fatti si sono snodati nel ‘ventre molle’ di Napoli, tra vico Scassacocchi e via Sant’Agostino alla Zecca. I due ragazzini si trovavano in sella ad un motorino quando, alla vista di due agenti, hanno aumentato la velocità con l’obiettivo di scappare. I poliziotti, che erano impegnati in un posto di blocco, hanno pure intimato l’alt ai giovanissimi centauri ma senza esito. I centauri sono quindi scappati imboccando via Vicaria Vecchia. Gli agenti, che nel frattempo avevano notato che il passeggero s’era infilato qualcosa sotto la maglia, si sono gettati all’inseguimento della coppia, riuscendoli a beccare in via Sant’Agostino alla Zecca. Sotto alcuni cassonetti dei rifiuti lì vicino è stata invece trovata una pistola, una Bruni modello New Police calibro 8 millimetri completa di caricatore al cui interno erano inserite due cartucce a salve. L’arma aveva un tappo rosso completamente annerito da vernice nera e coperto da nastro adesivo di colore nero, modificato sul foro della canna. Gli agenti ritengono che l’arma fosse nella disponibilità proprio della coppia. La pistola è stata sequestrata e ora verranno svolti gli esami per le impronte digitali. I due ragazzini invece sono stati denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e per porto abusivo di armi e riaffidati ai genitori. Resta sullo sfondo la figura di questo 14enne che continua ad essere protagonista di fatti di cronaca tutt’altro che secondari, nonostante già una volta sia riuscito a venire fuori da un’inchiesta e da un processo che invece attualmente vede sul banco degli imputati altri tre ragazzini, che hanno tra i 15 e i 17 anni. (L’articolo continua nel quotidiano digitale accessibile solo su abbonamento. Per leggere i servizi basta accedere alla sezione ‘Sfoglia il Quotidiano’ e scegliere la formula di abbonamento preferita)292

domenica, 29 Luglio 2018 - 09:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA