Battisti confessa ai pm i 4 omicidi: «All’epoca pensavamo fosse una guerra giusta, adesso chiedo scusa»

Cesare Battisti
L'arrivo in Italia di Cesare Battisti (a destra)

Ha ammesso le sue responsabilità rispetto ai quattro omicidi per i quali deve  scontare l’ergastolo, ma guai a chiamarlo ‘collaboratore di giustizia’. Sabato scorso nel carcere di Oristano, Cesare Battisti, l’ex terrorista del Pac catturato dopo quasi 40 anni di latitanza, ha parlato a lungo coi pubblici ministeri di Milano, i quali questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare quanto è accaduto durante l’interrogatorio. «Non è stato un pentimento», ha sottolineato subito il pubblico ministero Alberto Nobili, coordinatore del pool antiterrorismo della procura di Milano. Anche perché Battisti «non ha chiamato in causa altre persone».

Piuttosto si è trattato di un «disconoscimento di quegli anni orribili», i cosiddetti di piombo, da parte di una persona che era convinta di combattere «una guerra giusta». Adesso però il punto di vista di Battisti rispetto a quel periodo storico è cambiato e, come spiegato dai pm, Battisti ha affermato di essersi reso conto che «la lotta armata ha stroncato il movimento culturale sociale e politico nato nel 1968».

Nell’interrogatorio l’ex terrorista, arrestato in Bolivia a gennaio e poi estradato in Italia, ha chiarito che le vittime dei Proletari Armati erano “obiettivi precisi”. Non solo agenti delle forze dell’ordine come il maresciallo della Polizia Penitenziaria Antonio Santoro o l’agente della Digos Andrea Campagna, colpevoli ai loro occhi di “perseguitare i detenuti politici”. Ma anche commercianti come il gioielliere milanese Pierluigi Torreggiani e il macellaio di Mestre Lino Sabbadin. Persone, ha spiegato il pm Nobili, freddate dai Pac «perché a loro volta avevano ucciso dei rapinatori». Commercianti che Battisti riteneva “miliziani” perché a suo giudizio «si erano armati per aiutare lo Stato e le forze di Polizia. Per questo erano soggetti che andavano puniti».

Battisti ha anche chiesto scusa per il dolore arrecato alle famiglie delle persone uccise. «Mi rendo conto del male che ho fatto e chiedo scusa ai familiari – ha affermato, stando a quanto riferito dal procuratore Greco e dal pm Nobili – pur essendo cosciente di quanto ho contribuito a creare un’immagine di me assolutamente negativa per il mio modo beffardo di esprimermi».

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lunedì, 25 marzo 2019 - 15:53
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