La Tirrenia chiude le sedi di Napoli e Cagliari, trasferimento forzato per i dipendenti: sindacati sulle barricate

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La compagnia di navigazione Tirrenia lascia le sedi di Napoli e Cagliari e prospetta il trasferimenti degli addetti amministrativi oggi allocati in queste due città nei comuni di Livorno, Portoferraio (in provincia di Livorno) e Milano. La decisione è stata assunta ieri nel corso di un vertice tra le organizzazioni sindacali nazionali e l’azienda che ha annunciato una riorganizzazione aziendale che prevede la chiusura degli uffici campani e della Sardegna della compagnia di navigazione.

La notizia è stata accolta con grande preoccupazione sia a Napoli che a Cagliari, dove si profila il timore che il trasferimento forzato dei lavoratori provocherà di fatto dei licenziamenti a causa dell’impossibilità di alcuni di lasciare la propria realtà per trasferirsi al Nord. «Per la città di Napoli sarebbe un altro durissimo colpo”, dice Amedeo D’Alessio della Filt Cgil. Sono 65 gli addetti occupati nella sede di Napoli. Il segretario generale Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu, teme invece che la decisione di Tirrenia avrà ripercussioni sui posti di lavoro: «Anche qualora il gruppo Tirrenia dovesse riuscire a ricollocare tutti presso altre sedi, così come dichiarato ma non garantito – osserva il sindacalista – per i lavoratori con sede Sardegna sarebbe di fatto un licenziamento mascherato. Infatti, considerata la non più giovane età è quantomeno improbabile che ci si possa spostare dall’oggi al domani senza peraltro alcuna garanzia per il futuro. Inoltre – aggiunge Boeddu – l’isola perderebbe ancora una volta una fetta di lavoro che si sposterebbe verso altre regioni magari più ricche».

Per queste ragioni il segretario Filt Sardegna, ha allertato immediatamente anche la struttura nazionale della Cgil «affinché si faccia immediatamente chiarezza su ciò che, senza alcun preavviso e senza alcun motivo, tocca in prima persona il futuro dei lavoratori e dei loro familiari». L’ultimo timore delle organizzazioni sindacali è infine rappresentato dall’incertezza nel riuscire effettivamente a ricollocare tutti i dipendenti. Dal mese di settembre del prossimo anno potrebbe esserci un esubero del personale navigante proprio in conseguenza della cessazione del contratto relativo alla continuità territoriale con Sardegna e Sicilia.

giovedì, 12 dicembre 2019 - 15:16
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