Autostrade per l’Italia, il piano per evitare la revoca delle concessioni: 100 assunzioni e 7,5 miliardi di investimenti

autostrade

Autostrade per l’Italia prova a non perdere le concessioni. E per convincere il governo giallo-rosso a retrocedere dalle sue posizioni annuncia assunzioni e investimenti. La società guidata dalla famiglia Benetton ha presentato il piano per il periodo 2020-23. Un piano che vale 7,5 miliardi di euro tra investimenti e manutenzione. Lo annuncia la società in una nota al termine del cda, che ha approvato le linee guida del piano strategico.

Il programma prevede assunzioni di 1000 persone tra ingegneri, tecnici, operai, addetti autostradali ed esattori. La nota della società sottolina che «la sicurezza su strada, nei cantieri e nei luoghi di lavoro viene considerata una delle priorità fondamentali per lo sviluppo del piano strategico: per questo verranno sviluppate specifiche iniziative anche in collaborazione con la polizia stradale». La richiesta di revoca delle concessioni era nata nel Movimento 5 Stelle dopo il crollo del ponte Morandi di Genova. I grillini, in sostanza, accusano la società di prestare poca attenzione nei confronti della sicurezza e della manutenzione. Il premier Conte, nei giorni scorsi, ha ricordato, le «gravissime inadempienze» che ci sono state e assicura che il governo non farà «sconti a nessuno». Ieri da Algeri, inoltre, Conte ha affermato: «Il dossier è stato messo a punto, stiamo in dirittura finale. Non è vero che è all’ordine del giorno per venerdì. Lo porterò in Consiglio dei ministri quando saremo pronti».

Ma il M5S deve fare i conti con il suo alleato di governo Italia Viva, che invece, vorrebbe aspettare l’esito dei processi sul crollo del Morandi di Genova. «Chi decide? – si è chiesto Matteo Renzi – Le regole e le leggi sono cose serie». Il Partito democratico però prende tempo. «Cè una discussione» in corso, ha sottolineato il ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli, che ha chiesto «un approfondimento soprattutto nei gruppi parlamentari». Ma agli osservatori più attenti, appare evidente che all’interno del Partito Democratico prenda corpo l’idea di andare verso la revoca delle concessioni.

venerdì, 17 Gennaio 2020 - 08:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA