Eternit bis, morti per amianto: il magnate svizzero Schmidheiny rinviato a giudizio dal Tribunale di Vercelli

Tribunale aula

Il gup del Tribunale di Vercelli, nell’ambito del processo Eternit bis, ha rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny per la morte di 392 persone di Casale Monferrato che, secondo l’accusa, sarebbero decedute per le conseguenze dell’esposizione all’amianto.

Il processo sarà quindi trasferito in corte d’Assise a Novara. La prima udienza è fissata per il 27 novembre. «Siamo delusi della decisione, confidiamo nella giustizia e nel fatto che sul merito ci diano ragione» ha detto uno dei legali dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, Astolfo Di Amato.  A sostenere l’accusa il pm torinese Gianfranco Colace insieme ai colleghi del tribunale di Vercelli, Francesco Albino e Maria Giovanna Compare. Nessun commento alla lettura del dispositivo anche se si è percepito tra i magistrati il senso di grande responsabilità per il delicato processo che saranno chiamati ad affrontare da novembre e che riguarda il decesso di 392 persone.

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sabato, 25 gennaio 2020 - 18:03
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