Pnrr, Riello: «Assalto alla diligenza da parte della camorra. Distrettualizzare i reati per non essere dispersivi»

Luigi Riello, procuratore generale di Napoli (foto Kontrolab)
di Manuela Galletta

Evoca il rischio di un «assalto alla diligenza da parte della camorra» per via dei milioni di euro che si muoveranno grazie al Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Come accadde con la ricostruzione all’indomani del terremoto del 1980.

E per questa ragione lancia un appello sia al ministero dell’Interno che a quello della Giustizia affinché in Campania la magistratura non si faccia «trovare impreparata» o, peggio ancora, si faccia trovare divisa, diventando così dispersiva e dunque più ‘debole’, nel complesso e delicato scenario investigativo su un’eventuale accordo illecito tra imprenditoria e camorra per ‘risucchiare’ i fondi pubblici. Ecco perché invoca la concentrazione di tutte le inchieste, qualsiasi sia il territorio di riferimento, nelle mani di un solo gruppo di lavoro. Una sorta di super procura.

Luigi Riello, procuratore generale di Napoli, tiene accesi i riflettori su un tema sensibile negli ambienti della magistratura e della politica. E lo fa in occasione della tradizionale conferenza stampa che precede la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Riello sottolinea che si rischia di assistere ad un «assalto alla diligenza da parte della camorra» e che i primi segnali, in tal senso, si sono registrati l’anno scorso, durante la pandemia. «Il rapporto di giugno 2021 della Banca d’Italia in riferimento alla Campania – spiega Riello – ha evidenziato le chiusure dei negozi, i fallimenti delle imprese e anche le cessioni sospette di attività commerciali».

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A fronte della crisi vissuta dagli imprenditori, la camorra si fa avanti per rilevarle le attività a condizioni capestro e insinuarsi così nel tessuto sano della società. «Non possiamo giungere impreparati», incalza dunque Riello.

Che indica la strada da seguire: «Il procuratore Melillo, con il mio assoluto accordo, ha puntato la sua attenzione su due aspetti: il primo di prepararci in tempo, il secondo quello di non ripetere quello che molti anni fa avvenne con il terremoto dell’80, cioè l’impreparazione a quel fatto e la polverizzazione tra le varie procure delle inchieste relative ai fondi. Sarà opportuno – rimarca il pg di Napoli -, e l’abbiamo già detto al ministro dell’Interno e lo diremo anche al ministro della Giustizia, distrettualizzare questi reati affinché ci sia una cabina di regia che sia pronta ad affrontare e aggredire la criminalità organizzata che ha ovviamente evidentemente degli appetiti incredibilmente forti e famelici nei confronti di questa torta».

giovedì, 20 Gennaio 2022 - 15:51
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