I conti ‘pazzi’ di Visibilia, inchieste dei pm di Milano sul ministro Santanché: riferirà in Aula, ma con le opposizioni silenziate

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L’inchiesta di Report non ha mancato di creare problemi e forti imbarazzi nel centrodestra. Ma dalla squadra di governo non c’è stato alcun cedimento. «Il ministro Daniela Santanché offrirà le sue spiegazioni in Parlamento» è il leit motivo pronunciato da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. E, allora, non resta che attendere il 5 luglio quando il ministro per il Turismo prenderà posto tra i banchi del governo e all’Aula di Palazzo Madama riferirà sulla sua attività di imprenditrice in seguito alle polemiche sollevate dall’inchiesta giornalistica di Report.

Ma cosa ha raccontato Report? Il servizio verteva sulla gestione delle aziende Visibilia e Ki Gruop spa, quando Santanché ne aveva le redini: è emerso che fornitori non sono stati pagati, dipendenti attendono il tfr dopo essere stati licenziati mentre agli amministratori sono stati sempre garantiti stipendi d’oro. E, ancora, aziende floride ridotte sul lastrico e operazioni finanziarie con fondi stranieri che hanno contribuito a creare un danno ai piccoli azionisti delle stesse società.

Con lo strumento dell’informativa, Santanché dirà la sua senza essere incalzata dalle domande dei senatori, cosa che sarebbe stata possibile con lo strumento del question time. Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni non danno segni di preoccupazione, ma lontano dai riflettori c’è più di una perplessità su quanto sta accadendo anche perché l’attività imprenditore di Daniela Santanché non è stata oggetto dell’attenzione soltanto di Report: anche la magistratura è a lavoro.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine a carico del ministro – che è stata presidente e amministratore delegato del gruppo Visibilia fino al novembre 2021 e primo azionista fino all’azzeramento della partecipazione il 17 ottobre 2022 – e di altre persone per falso in bilancio e bancarotta (ipotesi che dovrebbe essere cancellata). Nell’ambito di questa attività sono state disposte delle consulenze sulla gestione dei conti e le consulenze sono state depositate nei giorni scorsi nella causa civile intentata dai soci di minoranza: ne viene fuori una serie di irregolarità e «diverse anomalie». Secondo la consulenza, sin dal 2014, Visibilia Editore Spa, aveva messo a consuntivo «perdite significative, evidenziando risultati negativi già a livello di reddito operativo». Nonostante questo erano stati predisposti «piani industriali ottimistici» con «previsioni reddituali» che «non erano mai rispettate e vi erano sempre significativi scostamenti negativi tra i risultati previsionali e quelli» indicati nel consuntivo. «Alla crisi reddituale di Visibilia Editore si affianca quella della società Visibilia Srl, la cui attività di raccolta pubblicitaria è complementare a quella della casa editrice» e che «al 31 dicembre 2016… evidenziava all’attivo diverse poste che non potevano essere iscritte» e dunque, ha «occultato il deficit patrimoniale… differendo l’eliminazione di gran parte» dei crediti «agli esercizi 2019 e 2020, di fatto dopo aver posto in essere il conferimento del ramo d’azienda nei confronti di Visibilia Concessionaria Srl». In merito a Visibilia Srl, oltre a «irregolarità estremamente significative», la relazione sottolinea come nell’«ultimo esercizio prima del conferimento effettuato nel 2019 a favore della neocostituita Visibilia Concessionaria Srl, il patrimonio netto rettificato… fosse già negativo per oltre Euro 8,2 milioni» e quattro anni prima per 5,4 milioni. «Ne consegue che non vi erano assolutamente i presupposti per l’iscrizione di un valore di avviamento da parte della società Visibilia Concessionaria già all’atto del conferimento», valore che al 31 dicembre 2022 è pari a 2.892.613 euro. Per questo viene messa in luce «una situazione paradossale, ovvero di come sia stato possibile, per una conferente con un patrimonio netto negativo di oltre 8 milioni trasferire un ramo d’azienda valutato positivamente, tanto da consentire alla conferente medesima di rilevare una plusvalenza di Euro 2.971 ed alla conferitaria di iscrivere un avviamento di pari importo». Infine, nella relazione si precisa che i debiti trasferiti da una all’altra società del gruppo «sono stati accollati da parte di Daniela Garnero Santanchè la quale, oltretutto, è anche impegnata sia personalmente sia per il tramite della società Immobiliare Dani Srl» della quale «non è neppure nota una situazione patrimoniale aggiornata». Nella relazione si rileva anche che Daniela Santanchè si è impegnata, nell’ambito dei tentativi di risanamento della galassia societaria Visibilia da lei fondata, con “versamenti” per aumenti di capitale e “garanzie” sui debiti per una cifra superiore ai 3,6 milioni di euro, ma “non sono tuttavia disponibili informazioni patrimoniali specifiche per poter verificare la capienza” economica “in termine di soddisfazione degli impegni presi”.

Altro filone di indagine è il apporto tra Visibilia e i contratti sottoscritti con il ‘fondo’ Negma, entità finanziaria con sede a Duba ma registrata nelle Isole Vergini Britanniche guidata da Elaf Gassam e con tre italiani nel proprio team di gestione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Visibilia Editore nel 2017 ha sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile per 3 milioni con un altro fondo degli Emirati, Bracknor Ltd. Prestito ceduto, poi, due anni dopo a Negma Group Ltd che a sua volta, nel 2021, ha siglato un secondo prestito obbligazionario con la società fondata da Santanchè per altri 2 milioni. Tale operazione, per i soci di minoranza, è stata “logicamente ed economicamente incomprensibile”, poiché Negma vendendo subito le azioni (non era tenuta da contratto a tenerle in pancia per un periodo) e “inondando” così il mercato faceva crollare il titolo Visibilia in una “caduta verticale”, come riporta la consulenza della Procura, depositata nella causa civile intentata dai soci di minoranza nei confronti di Visibilia Editore. «In più bisogna tener conto che la Negma effettuava le conversioni – prosegue la relazione – ad un prezzo particolarmente vantaggioso, individuato sulla base del 95% (per il primo prestito obbligazionario) e del 96% (per il secondo prestito) del minore Daily Vwap (prezzo medio ponderato per i volumi delle transazioni) registrato durante i 12 giorni di borsa aperta antecedenti la data di richiesta della conversione».

mercoledì, 28 Giugno 2023 - 15:10
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