L’incredibile notorietà raggiunta grazie a TikTok, il matrimonio “mediatico” con Rita De Crescenzo e poi l’apparizione negli uffici del Consiglio regionale al fianco dell’allora consigliere regionale Pasquale Di Fenza. Per Angelo Napolitano è arrivato un momento di grande popolarità, che ha finito per “consacrare” un giro d’affari già in forte crescita grazie al passaparola e a una politica di prezzi appetibili, a condizione che il pagamento avvenisse in contanti. Telefoni, pc e altro materiale tecnologico venivano così venduti a prezzi particolarmente convenienti.
Poi, però, è arrivato il declino: le indagini della Finanza, l’inchiesta della Procura e il sequestro del suo impero. Un impero finito all’asta. E nella notte tra domenica 13 settembre e lunedì 14 settembre è arrivata l’ultima puntata di una storia ormai divenuta esclusivamente oggetto di cronaca. Ignoti sono entrati in un deposito di vendite giudiziarie in via Circumvallazione Esterna, all’interno della zona Asi di Giugliano, e hanno rubato diversi smartphone di marca Apple. Sul furto stanno indagando i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano. La merce depredata fa parte dei beni sequestrati nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto la Am Distribution Srl, società riconducibile all’attività commerciale di Angelo Napolitano.
Una parte di questi beni è stata già messa all’asta dal Tribunale di Nola e la procedura si è conclusa ieri pomeriggio con l’aggiudicazione per circa 79mila euro. La vendita ha riguardato il lotto 4 della procedura 2751/2024 del Tribunale di Nola, composto da circa 3.150 articoli che erano custoditi nel deposito giudiziario di Casalnuovo. Tra i prodotti Apple venduti all’asta figurano diversi modelli di iPhone, dagli XR e iPhone 11 fino agli iPhone 12, 13 e 14, ma anche apparecchi più recenti. Nell’elenco compaiono, tra gli altri, otto iPhone 17 Pro Max, nove iPhone 17 e un iPhone 16. Ci sono inoltre iPad, Apple Pencil, AirPods e un MacBook Air. Il settore gaming comprende invece 32 PlayStation 5, oltre a PlayStation 5 Pro, PlayStation Portal, console Nintendo Switch e Switch Lite, joystick e decine di videogiochi per PS4, PS5, Nintendo e Xbox. Non c’è però soltanto elettronica di consumo. Nell’inventario compaiono Smart Tv Samsung, LG, Akai e Xioni, smartphone Samsung, Realme, Honor, Nokia e ZTE, cuffie, smartwatch, powerbank e oltre un migliaio di accessori tra cover, caricabatterie e auricolari. Ci sono poi frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, forni, climatizzatori, aspirapolvere, macchine da caffè, asciugacapelli e piccoli elettrodomestici.
I guai per Angelo Napolitano che hanno portato al delcino di “Napolitano store” sono cominciati lo scorso anno con i primi sequestri e sono esplosi a gennario quando la Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato ’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo che commerciava in elettrodomestici e telefoni cellulari, già destinataria il 17 settembre 2025 di un maxi sequestro da 5,7 milioni di euro, confermato dal Tribunale del Riesame. In esecuzione di un decreto emesso dal gip su richiesta della Procura di Nola, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli hanno i sigilli ai negozi Napolitano Store. Dagli accertamenti eseguiti all’epoca è emerso che, con le false fatture e l’evasione dell’Iva, la società riusciva a vendere “in nero” telefonini di ultima generazione a prezzi molto più bassi di quelli di mercato, che però il cliente doveva assolutamente pagare in contanti. Napolitano pubblicizzava quotidianamente la propria attività sui social e aveva conosciuto negli ultimi anni un’esponenziale e anomala crescita del fatturato, passato da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni di euro nel 2023.
Napolitano si trova attualmente a Sharm El Sheikh, in Egitto, dove sta avviando altre attività imprenditoriali.
martedì, 15 Settembre 2026 - 10:07
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