Benzina e diesel, scatta il tetto ai prezzi: Eni e Ip frenano i rincari. Quanto si pagherà alla pompa e per quanto tempo

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Per un mese gli automobilisti potranno fare rifornimento senza il timore di (ulteriori) rincari giornalieri. Eni ha varato un piano strutturato che in sostanza introduce un tetto massimo per il costo di gasolio e benzina su tutti gli impianti della rete italiana: 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro al litro per la verde (circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali). E IP è intenzionata a percorrere la stessa strada.

Il price cap di Eni sarà applicato per una durata iniziale di un mese, con la possibilità di estenderlo sino a fine anno, in relazione all’evoluzione dei mercati e della situazione degli approvvigionamenti. Si parte oggi, 28 settembre, la scadenza è fissata per il 28 ottobre.

Si tratta, ha sottolineato la società, di «un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela». La decisione di Eni è arrivata dopo i continui confronti istituzionali promossi dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per ridurre l’impatto delle quotazioni internazionali sulle tasche dei cittadini. Palazzo Chigi ha ringraziato Eni «per l’importante iniziativa», definendola «un lodevole atto di attenzione all’Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante» che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane.

Dopo Eni, Socar, azienda energetica dell’Azerbaigian che lo scorso maggio ha finalizzato l’acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding, ha annunciato la volontà di fare altrettanto: «Abbiamo deciso di rafforzare il nostro impegno nei confronti dell’Italia con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete di distribuzione carburanti». Si comincerà dai rifornimenti Ip, per estendere successivamente gli sconti anche alle stazioni Esso.

«Dopo Eni, anche Ip ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane, che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti», ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ringraziato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, «per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione», e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. La premier ha assicurato che «il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa».

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a Qn, ha parlato di «ottimo segnale per gli automobilisti, ma anche un ottimo riscontro per la nostra Italia, sempre più considerata nel mondo».  «Mi auguro che anche altri operatori seguano», ha aggiunto, attribuendo la decisione anche al «partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian» e alla «credibilità del governo italiano». Urso ha poi spiegato che il Governo metterà in campo interventi per contrastare il caro carburanti: «Se l’intervento di Eni e Ip avrà significativi riscontri nel calmierare i prezzi dei carburanti, faremo solo interventi mirati, come sull’autotrasporto». Tra gli obiettivi del confronto con le imprese, Urso indica «aumentare la produzione nel nostro Paese, accelerare sulla strada delle bioraffinerie» e condividere un progetto di revisione delle norme europee «per rendere sostenibile nel tempo la raffinazione in Europa».

La situazione, ad ogni modo, resta ancora difficile. «Rispetto al giorno precedente allo scoppio della guerra tra Usa e Iran (27 febbraio 2026), chi farà il pieno nei prossimi giorni presso i distributori Eni pagherà comunque il 19,2% in più per la benzina e il 27,3% in più per il diesel. La situazione resta comunque molto critica», ha evidenziato la Cgia di Mestre come riportato da Il Corriere della Sera. Viene pertanto auspicato dalla Cgia di Mestre «un intervento di Bruxelles che permetta agli Stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici», così da poter ridurre le componenti fiscali sul prezzo alla pompa, come avvenne nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

lunedì, 28 Settembre 2026 - 12:12
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