Caso Madonna, scontro politico a Napoli: Bassolino accusa, Ederoclite replica Valutazioni del Pd ma dopo le elezioni

Tommaso Ederoclite
Tommaso Ederoclite, il presidente provinciale del Pd di Napoli

Alla notizia della condanna del consigliere comunale Salvatore Madonna che tuttavia siede ancora in Assise, c’è chi, all’interno del mondo politico partenopeo, è balzato dalla sedia gridando all’ennesima vergogna politica. Ma c’è anche chi, posto sulla sponda opposta, ha invitato alla riflessione, ché il caso del politico coinvolto nello scandalo dei candidati a loro insaputa inseriti in una lista civica a sostegno dell’allora candidata a sindaco Valeria Valente non è di quelli che si può liquidare con una censura senza appello.
Da giovedì mattina, da quando il giudice per le indagini preliminari Adolfo Sabella ha firmato il patteggiamento a sei mesi (pena sospesa) di Madonna per violazione della legge elettorale, il dibattito sull’etica politica – già rovente per via dell’inchiesta Fanpage su rifiuti e mazzette – si è fatto ancora più rovente. Antonio Bassolino, che non ha ancora smaltito la delusione di essere stato messo all’angolo dal Pd di cui è stato fondatore, affida come di consueto a Facebook il suo pensiero, nient’affatto tenero quando si tratta di bacchettare il Pd: «Dunque il consigliere comunale Salvatore Madonna ha ammesso una sua responsabilità ed ha patteggiato. Si vedrà in seguito se esistono, sul piano giudiziario, altre responsabilità. Sul piano politico è invece già chiaro che gravi sono stati e sono, per listopoli oltre che per le primarie, il silenzio di tanti e la latitanza della politica».
In casa Pd, invece, è il presidente provinciale del partito, Tommaso Ederoclite, a prendere posizione e a farsi carico dell’onere di spiegare ai cittadini che «il caso di Salvatore Madonna, da un punto di vista politico, non è di quelli che si può facilmente liquidare con una censura senza appello». Compito difficile, vista l’aria di sfiducia che tira nell’elettorato. «Noi del Pd, come sempre facciamo quando ci sono delle situazioni particolari, ci confronteremo, discuteremo e valuteremo – dice prima di ogni cosa – Perché il caso di Madonna, ripeto, è politicamente assai particolare. Quindi voglio invitare le persone a non fermarsi a ciò è più evidente, ovvero la condanna penale. E’ necessaria una valutazione più articolata». La valutazione cui Ederoclite si riferisce è relativa al ruolo che Madonna, anche in base alla ricostruzione della procura, ha avuto nel caso listopoli, un caso che ha toccato molto da vicino Valeria Valente (mai indagata, è bene precisarlo) dal momento che l’autore delle firme falsificate è stato individuato dai pm nel suo compagno, Gennaro Mola, per il quale l’udienza è fissata a maggio. «Madonna è stato l’autenticatore delle firme, e questo è un dato assodato. Non è stato cioè colui che materialmente le ha falsificate», precisa Ederoclite. Come dire: s’è fidato delle liste che gli sono state presentate ed è a sua volta incorso nell’errore. Tratto in inganno, dunque. Ecco perché oggi il Pd non si sente di gettargli la croce addosso. «La condanna che gli è stata comminata è un dato sul quale non si può discutere. Però da un punto di vista politico non si possono prendere decisioni a cuor leggero su casi come quello di Madonna. Ecco perché, ribadisco, la vicenda sarà oggetto di una discussione interna al nostro partito. Abbiamo un codice etico, e siamo pronti ad applicarlo ma non sulla scorta di discussioni sommarie». Valutazioni, dunque, ma – è facile pensare – dopo il grattacapo delle elezioni.

sabato, 24 febbraio 2018 - 11:48
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