Aggressione ad Arturo, no alla messa alla prova per il branco: i 3 imputati condannati a 9 anni a testa | Il caso a Napoli

di Manuela Galletta

Avevano chiesto la ‘messa alla prova’. Avevano chiesto cioè la possibilità di seguire un percorso di recupero, ottenendo in cambio – qualora il percorso si fosse concluso con una relazione positiva – l’estinzione del reato, ossia la cancellazione di una condanna certa. Ma il giudice per le indagini preliminari Marina Ferrara del Tribunale per i minorenni di Napoli ha risposto picche e ha ordinato che si procedesse alla trattazione del processo. E’ così che poco dopo le 15.30 di oggi i tre ragazzini che hanno barbaramente aggredito a Napoli il 17enne Arturo, accoltellandolo alla gola e rischiando di ammazzarlo, sono stati tutti condannati. Condannati a pene severissime: 9 anni e tre mesi di reclusione a testa per i reati di tentato omicidio e di rapina.

La sentenza ha interessato Kekko ‘o nano, che è ai domiciliari in comunità, quella comunità nella quale si è fatto girare un video da un compagno – poi finito sui social – mentre parlava in modo divertito e beffardo dell’ipotetica condanna che avrebbe rimediato per l’aggressione ad Arturo. Il caso sollevato da Stylo24.it è diventato anche oggetto di un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole di Forza Italia Paolo Russo. Condannati anche un 17enne e un ragazzino di 15 anni (entrambi detenuti in un istituto di pena minorile), il quale è legato da rapporti di parentale all’uomo sospettato di aver ucciso lo studente universitario Claudio Taglialatela (ammazzato al Corso Umberto nel 2005 per reagire a una rapina). Nel corso del processo, nessuno dei tre ragazzini accusati si è assunto la responsabilità delle coltellate. Tutti hanno giocato a scaricabarile. All’aggressione è accusato di aver partecipato anche un ragazzino di 13 anni, nipote di un boss della Sanità, che però non è stato incriminato perché non imputabile.

L’aggressione si consumò la notte del 18 dicembre dello scorso anno in via Foria. Il branco, come ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli che hanno condotto le indagini, aggredì Arturo quasi senza motivo. I quattro ragazzini lo avvicinarono chiedendogli l’ora e poi invitando a seguirli. Ma quando Arturo rifiutò scattò la vile aggressione. Due di loro colpirono con i coltelli. Lo colpirono all’addome e uno lo prese di spalle e gli tagliò la gola. Arturo arrivò in ospedale in gravissime condizioni ma per fortuna si salvò. Da quel momento la mamma di Arturo, Immacolata Iavarone, sta conducendo una vera e propria battaglia contro le aggressioni commesse dai ragazzini.

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venerdì, 9 novembre 2018 - 16:09
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