Violenza a donne e bimbi, pene più alte e nuovo reato per chi sfigura la sua donna: le dieci misure speciali dei grillini

La panchina rossa simbolo della lotta alla violenza contro le donne (foto Kontrolab)

Un pacchetto di misure speciali contro la violenza sulle donne. Sull’onda lunga dei fatti di cronaca che nell’ultimo mese hanno indignato l’opinione pubblica e rilanciato in tutta la sua drammaticità l’efferatezza di talune aggressioni da parte di ex incapaci di elaborare il lutto della separazione, il Movimento Cinque Stelle ha presentato ieri dieci emendamenti al ddl Codice Rosso, che introduce una corsia preferenziale per avere indagini più rapide nei casi di violenza sulle donne e che sarà in aula alla Camera la prossima settimana.

Il minimo comune denominatore ai dieci emendamenti è l’inasprimento delle pene. Pene più alte per chi violenta una donna in gruppo; pene più alte per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia. Ma non solo: pene elevatissime anche in caso di pedofilia, di abusi sessuali sui bambini. Non è tutto: un emendamento introduce anche una nuova fattispecie di reato, che finalmente tiene conto delle atroci aggressioni a mezzo acido o mediante l’uso di benzina che devastano per sempre la vita delle donne che riescono a sopravvivere. Chi commette questa odiosa tipologia di reato sarà punito con la pena fino a 14 anni. Una novità importante, che pone un freno a storie giudiziarie come quella subita da Filomena Lamberti: il marito Vittorio la sfigurò con l’acido ed è stato condannato (patteggiò la pena) ad appena 18 mesi di reclusione, di cui solo 15 scontati in carcere.
Tornando alle altre misure introdotte da dieci emendamenti, esse prevedono: aumenti di pena in caso di stalking e maltrattamenti in famiglia con il carcere fino a quasi 7 anni; estensione delle misure di controllo e prevenzione per il reato di maltrattamenti (sorveglianza speciale); in caso di violenza sessuale verso una donna carcere fino a 12 anni, verso un bambino fino a un massimo di 24 anni e per violenza sessuale di gruppo reclusione fino a 14 anni; atti sessuali su minore sempre procedibili d’ufficio; in caso di femminicidio ergastolo se c’era rapporto affettivo, indipendentemente dalla convivenza; in caso di femminicidio aumento delle pene anche se il fatto è accaduto dopo la fine della relazione.

Introdotte, infine, anche una serie di misure volte alla tutela delle vittime di violenza: prevista l’estensione del braccialetto elettronico a tutte le misure a tutela delle vittime di violenza. Questo significa che se un marito violento si trova ai domiciliari, non gli sarà più facile violare la misura come è accaduto pochi giorni con Ciro Russo, che ha raggiunto Reggio Calabria (partendo da Ercolano) e ha dato fuoco alla sua ex. Il braccialetto elettronico rileverà all’istanza l’allontanamento dal domicilio consentendo alle forze dell’ordine di intervenire immediatamente. Previsto, inoltre, l’avviso alla vittima (sul modello statunitense) del provvedimento di scarcerazione del condannato o del termine della misura cautelare; comunicazioni al giudice civile dei provvedimenti emessi dal giudice penale in materia di violenza di genere.

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martedì, 19 marzo 2019 - 15:05
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