Crisi di Governo, consultazioni in 2 giorni Mattarella detta i tempi della crisi: ultima chiamata per i Cinque Stelle e il Pd


Le consultazioni al Colle cominceranno oggi. Sergio Mattarella riceverà uno ad uno gli esponenti di vertice di tutti i partiti presenti in Parlamento, questo allo scopo di capire quale è la posizione di ciascun gruppo rispetto alle uniche due possibilità in campo dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte (scaturite dalla crisi di Governo aperta dalla Lega). Da un lato c’è la soluzione di formare un governo di legislatura composto da Movimento Cinque Stelle, Pd e LeU (purché sia un governo solido e con un progetto serio sul quale lavorare) e dall’altro ci cono le elezioni anticipate, con il ritorno alle urne il 27 ottobre o al più tardi il 3 novembre.

Se Lega e Fratelli d’Italia sono per le elezioni subito, va capito quale sarà la posizione del Movimento Cinque Stelle, dal quale dipende la possibilità della formazione di un nuovo governo. I grillini hanno continuato a ripetere sino all’altro giorno “mai con Renzi e con Boschi” e anche “mai col partito di Bibbiano”, ma buona parte del Pd, Renzi su tutti, preme invece affinché l’intesa si trovi, allo scopo di rimandare il più possibile la verifica delle urne che rischia, in questo momento, di vedere il Pd soccombere. Così Renzi, nel tentativo di facilitare la scelta dei grillini a dialogare col Pd, ha ribadito, nella giornata di ieri, che non rivendicherà per se stesso alcun ruolo in un eventuale governo Cinque Stelle-Pd, e che il dialogo va cercato esclusivamente con Nicola Zingaretti. Ma Zingaretti ancora non ha deciso il da farsi: da un lato chiede elezioni anticipate (contro il volere della maggior parte del suo partito), ma dall’altro non esclude la possibilità di sedersi al tavolo coi Cinque Stelle a patto però che non ci sia alcun Conte-bis e che il nuovo Governo sia un Governo della discontinuità. Una discontinuità innanzi tutto di linea politica su punti come i decreti sicurezza, ma anche sui nomi a partire da quello del premier Giuseppe Conte, che non potrebbe esser lui a guidare l’esecutivo giallo-rosso, senza tuttavia escludere ruoli alternativi importanti come quello di Ministro degli Esteri.

Qualsiasi sia la decisione finale, va presa in fretta. Mattarella su questo è deciso: le consultazioni saranno veloci. Non c’è tempo per tentennamenti, non c’è tempo per definire strategie o provare a raggiungere sintesi come è accaduto con la nascita del Governo giallo-verde. Ci sono scadenze che incombono sia a livello europeo (come la candidatura del commissario Ue che spetta all’Italia entro il 26 agosto), sia a livello economico che ruota intorno alla manovra di ottobre. E, allora, al via le consultazioni.

Si comincia oggi con le ‘audizioni’ dei presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati, e il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non salirà al Colle ma che sarà sentito telefonicamente. Nella stessa giornata saranno ascoltati i gruppi parlamentari più piccoli, mentre giovedì toccherà ai big, con Lega, M5S e Pd che saliranno nel pomeriggio. Tra 24 ore, massimo 48 ore, dunque, si conoscerà il destino del Paese. Un destino divenuto più incerto che mai dopo che Matteo Salvini ha fatto saltare il banco, aprendo una fase politica tragicomica nel corso della quale il leader della Lega ha più volte provato a confondere le carte, arrivando a dire di non avere aperto crisi, provando a riaprire ai Cinque Stelle forse nel timore che un accordo grillini-Pd avrebbe rinviato di molto il momento del voto bruciando così di fatto la sua strategia per capitalizzare i consensi, sino a ritirare la mozione di sfiducia a Conte che era stata presentata convintamente. Un teatrino, che però adesso è giunto al termine. L’ultima parola adesso spetta al Movimento Cinque Stelle e al Pd.

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mercoledì, 21 agosto 2019 - 10:31
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