Carabiniere ucciso a Roma, intitolata la tribuna dello stadio di Somma Vesuviana a Mario Cerciello Rega

Mario cerciello rega
Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ammazzato a coltellate a Roma il 26 luglio 2019

«Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega. Valori e legalità in campo per la vita. Per Mario». E’ quanto riporta la targa di intitolazione della tribuna dello stadio Napoli di Somma Vesuviana, dedicata da ieri, mercoledì 25 settembre, a Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma lo scorso luglio, ed in memoria del quale, nella sua cittadina natale, si sono svolti una serie di manifestazioni organizzate dalla Lega Pro e sposate dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno.

L’intitolazione della tribuna da parte del sindaco, è avvenuta alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, del generale del corpo d’armata dei carabinieri, Vittorio Tomasone, del presidente del comitato etico Lega pro, prefetto Francesco Cirillo, raggiunti, quasi al termine della manifestazione, dalla moglie del carabiniere, Rosa Maria Esilio. La donna ha voluto vedere la targa, e ha poi fatto sapere di essere grata a tutti per la giornata di eventi dedicata al marito.

Ieri, infatti, oltre all’intitolazione, a Somma Vesuviana si e’ svolto un convegno dedicato agli studenti, una messa in suffragio, ed un quadrangolare di calcio voluto dalla Lega Pro che ha visto protagonisti giovani della stessa età dei ragazzi accusati dell’omicidio del militare. «Questi ragazzi invece – ha spiegato Ghirelli – giocando a pallone hanno rispetto delle regole e della legalità». Una giornata durante la quale e’ stata ricordata spesso la passione di Mario Cerciello Rega per il proprio lavoro. ”Mario era un uomo – ha sottolineato il generale Tomasone – un carabiniere con una grande passione, che due mesi fa è andato contro un destino amaro per la voglia ed il desiderio di sconfiggere un sopruso. Questo è quello che resta in maniera ferma». Il sindaco Di Sarno ha ribadito, invece, che il carabiniere ucciso a Roma “era una persona perbene”, invitando i giovani a non ”perdersi, altrimenti l’Italia muore».

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giovedì, 26 Settembre 2019 - 02:51
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