Notre-Dame sei mesi dopo l’incendio: tempi lunghi per la ristrutturazione della cattedrale simbolo di Parigi

La Cattedrale di Notre Dame sfregiata dall'incendio di aprile 2019 (Foto Giustizia News24)

Sono ancora vivide nella memoria collettiva le immagini terribili dell’incendio di Notre-Dame. Era lo scorso 15 aprile ed il mondo guardò con dolore e apprensione foto e video della cattedrale simbolo di Parigi divorata da fiamme.

A sei mesi da quella drammatica pagina di cronaca e nonostante la raccolta di fondi organizzata in molti Paesi, il cantiere del restauro resta ancora fermo. Proprio le donazioni sono la prima incognita, ha spiegato il ministro della Cultura francese Franck Riester: «Centoquattro milioni di euro sono stati versati da un totale di 350.000 donatori. E’ ancora troppo presto per dire se l’ammontare dei doni basterà, ma lo Stato si assumerà le proprie responsabilità, non abbandoneremo Notre-Dame». Intanto i lavori di consolidamento avanzano lentamente. Un cantiere enorme, frenato, tra l’altro, dall’allerta legata alle particelle di piombo che nei mesi scorsi hanno indotto le autorità a sospendere il cantiere per tutelare la salute dei lavoratori. Intervistato da Rtl, l’architetto incaricato della ricostruzione, Philippe Villeneuve, ha dichiarato che ricostruire la cattedrale in cinque anni è possibile a patto di «rifarla identica».

Uno dei punti più controversi riguarda la guglia ottocentesca di Viollet-le-Duc venuta giù durante l’incendio e che spacca la Francia tra chi vuole rifarla uguale e chi invece, come Emmanuel Macron, propone un «gesto contemporaneo». Quanto all’eventualità di un concorso di architetti, Riester minimizza: «Concorso d’architettura, concorsi di idee…tutto ciò non è ancora deciso, va affinato». Il ministro ha comunque ricordato che l’ultima parola spetterà allo Stato proprietario dell’edificio, con il «fondamentale» parere della diocesi e del comune di Parigi. Mentre comincerà a novembre l’opera di smontaggio dell’immensa impalcatura già presente al momento dell’incendio e che rischia di crollare sull’edificio, il rettore della cattedrale, Patrick Chauvet, ha chiesto di non «tardare troppo»  per portare a termine i lavori di messa in sicurezza del cantiere. Con la speranza che pellegrini e visitatori possano essere accolti al più presto possibile sul sagrato, dove intende allestire un tendone provvisorio.

Chauvet ha inoltre precisato che 38 dei 76 dipendenti di Notre-Dame – di cui alcuni part-time – verranno licenziati. All’interno della cattedrale sono rimaste diverse opere, tra cui una di Guido Reni. Sono tre le fondazioni attualmente incaricare di raccogliere i doni: Fondation Notre-Dame, Fondation du patrimoine, Fondation de France, insieme con il Centre des monuments nationaux (CMN), nel quadro della grande colletta nazionale per contribuire alla ricostruzione della chiesa simbolo della Francia.

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mercoledì, 16 ottobre 2019 - 14:06
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