Procura di Avellino, aperta la successione a Rosario Cantelmo: i magistrati in lizza sono quattro

rosario cantelmo
Rosario Cantelmo

E’ aperta la corsa per la scelta del successore di Rosario Cantelmo alla guida della Procura della Repubblica di Avellino. Il procuratore Cantelmo, infatti, andrà in pensione il prossimo 21 giugno, dal 18 dicembre è partito l’iter presso il Consiglio superiore della Magistratura: non ci sono, ad oggi, candidature ufficiali, ma i nomi dei papabili sono quattro.

In lizza per il ruolo sono Vincenzo D’Onofrio, che oggi ad Avellino – dove è arrivato dopo una lunga carriera all’Antimafia –  è procuratore aggiunto nonché collaboratore dello stesso procuratore Cantelmo. Si fa poi il nome di Sergio Amato, dal 1995 al 2001 sostituto procuratore proprio nel capoluogo irpino ed oggi in servizio a Napoli. Anche per lui una grande esperienza nella Dda partenopea. Attualmente Amato è assegnato alla II sezione della Procura di Napoli, reati contro la pubblica amministrazione, ed al gruppo di lavoro sul terrorismo.

In corsa è Francesco Soviero, che nella sua carriera è stato giudice, magistrato di sorveglianza e pubblico ministero. Per dieci anni, dal 2007 al 2017, è stato parte del II gruppo di lavoro della Dda di Napoli, compettente per i territori dei tribunali di Santa Maria Capua Vetere, Benevento, Nola, Torre Annunziata ed Avellino. Per il dopo Cantelmo si fa anche il nome di Carlo Fucci, attuale procuratore di Isernia, e di Luigi Frunzio, attualmente alla Dda.

La corsa alla poltrona di procuratore di Avellino non si chiude comunque con questi quattro nomi, cui infatti potrebbero aggiungersi quelli di Giovanna Napolitano, oggi presidente di sezione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, e di Domenico Airoma, procuratore aggiunto del Tribunale di Napoli Nord.

Cantelmo lascerà Avellino a giugno lasciando una eredità di inchieste importanti. Sotto la sua guida, la Procura avellinese ha aperto fronti di indagine molto importanti, tra i quali quelli sulla pubblica amministrazione e le infiltrazioni comunali, ma anche l’inchiesta nazionale sulla sicurezza delle autostrade, partite dalla terribile strage del 28 luglio 2013 a Monteforte, quando un bus cadde dal viadotto Acqualonga provocando 40 morti.

Arrivato in Irpinia nel 2013, due anni prima aveva presentato ricorso al Csm contro la nomina a procuratore di Angelo Di Popolo: vicenda conclusasi con la votazione del plenum del Csm del 12 dicembre 2012 che nominava Cantelmo, allora procuratore aggiunto alla distrettuale antimafia.

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martedì, 21 gennaio 2020 - 09:09
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