L’Unione Europea riapre le frontiere a 15 paesi: ok alla Cina. No a Brasile, India, Russia e Stati Uniti

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Da domani l’Unione Europea riaprirà le sue frontiere esterne. Ma non a tutti. Si inizierà con 15 paesi terzi tra cui la Cina ma a condizione di reciprocità. La riapertura riguarderà Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay e la Cina, soggetta alla conferma della reciprocità. La lista verrà aggiornata ogni due settimane. I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano dovrebbero essere considerati residenti nell’Ue ai fini della presente raccomandazione, si legge nella nota.

Le frontiere esterne resteranno chiuse per Paesi importanti con cui ci sono stretti legami, a partire dagli Usa, ma anche il Brasile, la Russia e l’India, poiché in questi Stati la situazione relativa alla Covid-19 è peggiore di quella dell’Unione. La lista verrà rivista ogni 14 giorni.

I criteri per determinare i paesi terzi per i quali l’attuale limitazione di viaggio dovrebbe essere revocata riguardano in particolare la situazione epidemiologica e le misure di contenimento, comprese le distanze fisiche, nonché le considerazioni economiche e sociali e sono applicati cumulativamente. Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare alcuni criteri: un numero di nuovi casi Covid-19 negli ultimi 14 giorni per 100 mila abitanti vicini o al di sotto della media Ue (così com’era il 15 giugno 2020); tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti; della risposta globale al Covid-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento e comunicazione, nonché l’affidabilità delle informazioni.

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martedì, 30 giugno 2020 - 18:03
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