Corruzione sui traporti a Capri, il Riesame rilegge le accuse: contestazione azzerata per La Rana, conferma per De Angelis


Inchiesta sulle concessioni per la gestione dei bus turistici sull’isola di Capri, i giudici del Riesame di Napoli ridisegnano i confini delle contestazioni mosse dai pubblici ministeri Giuseppe Cimmarotta ed Henry John Woodckock ad alcuni indagati. I giudici della ottava sezione del Tribunale della Libertà hanno infatti annullato la misura cautelare del divieto di dimora a Capri nei confronti dell’imprenditrice Anna La Rana (titolare della società Atc), nota avvocatessa e nel 2004 candidata con Forza Italia alle Politiche (ma non fu eletta), mentre hanno confermato l’interdizione dai pubblici uffici per Giuseppe De Angelis, dirigente della Città Metropolitana.

Anna La Rana, difesa dagli avvocati Errico ed Arturo Frojo, risponde di un reato di corruzione in concorso proprio con De Angelis (a lui è contestato anche altro). La procura contesta alla donna di avere assunto un giovane segnalato da Giuseppe De Angelis, lo stesso giovane che, tra l’altro, era stato chiamato a lavorare per pochi giorni anche da Mazzarella. In cambio – è l’accusa della procura – il dirigente della Città metropolitana avrebbe firmato una determina che disponeva il pagamento di poco meno di un milione di euro nei confronti delle società di trasporti Atc e Sipicc, attive a Capri, di cui La Rana è proprietaria. La difesa, in sede di discussione, ha spiegato come l’imprenditrice non sia una complice quanto piuttosto una vittima di corruzione portata avanti da De Angelis (difeso dagli avvocati Vincenzo Maiello e Alessandro Marino) e dall’altra imprenditrice coinvolta nell’inchiesta, Roberta Ramona Mazzarella (manager di Capri Sightseeing), per la quale il Riesame non è ancora stato fissato (la donna, difesa dall’avvocato Gennaro Pecoraro, è sottoposta al divieto temporaneo di esercitare attività di impresa).

Inoltre, la difesa ha anche aggiunto che la Atc vanta ancora un credito nei confronti della Città Metropolitana di ben 6 milioni di euro, soldi che spettano all’azienda dal 2011: una circostanza che fa comprendere come la corruzione ipotizzata dalla procura non abbia certamente favorito l’imprenditrice nel rientrare in possesso di denaro che le spetta di diritto. Se il Riesame ha sposato questo ragionamento, lo si saprà tra 45 giorni con il deposito delle motivazioni alla base del provvedimento.

Le figure di De Angelis, Mazzarella e La Rana cadono in una inchiesta più ampia che ha al suo centro l’imprenditore di Piano di Sorrento Alfonso Ronca e che secondo la magistratura risulta «figura centrale» nel cartello di imprenditori e società indagate nella gara per «il Porto di Castellammare di Stabia- Banchina Fontana- Riqualificazione area demaniale marittima denominata Acqua della Madonna» per la realizzazione e gestione di chalet/chioschi e relative attività commerciali.

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sabato, 4 luglio 2020 - 12:09
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