Emergenza Covid, il Senato approva lo scudo penale per medici e infermieri: responsabilità solo in caso di colpa grave

Coronavirus

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento al Dl Covid che introduce il cosiddetto scudo penale per medici ed infermieri durante l’emergenza Covid. In base al nuovo testo, i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose commessi nell’esercizio della professione sanitaria e legati alla situazione di emergenza saranno punibili solo in caso di colpa grave, valutata dal giudice tenendo conto «della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars-Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che del minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato per far fronte all’emergenza».

A commentare l’approvazione il ministro della Salute Roberto Speranza: «Il Senato – ha dichiarato –  ha appena approvato un emendamento particolarmente atteso dal mondo medico e sanitario e che ha visto impegnati insieme il Ministero della Salute e quello della Giustizia, con l’obiettivo di limitare la responsabilità penale ai soli casi di colpa grave, per eventi avvenuti nella fase dell’emergenza Covid-19». Dunque lo scudo penale non riguarda più soltanto le responsabilità durante la vaccinazione.

«Credo che sia un provvedimento giusto – ha aggiunto Speranza –  che dà un segnale importante a chi ha lavorato in primissima linea in una fase così dura ed ha aiutato il Paese con il massimo dello sforzo e dell’impegno».

La notizia è stata accolta con soddisfazione dai sindacati del comparto Sanità che da mesi ‘battagliavano’ per vedere riconosciuto lo scudo penale per medici ed infermieri. Per il presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) Filippo Anelli si tratta di un «grande passo in avanti, perché la limitazione della responsabilità penale ai soli casi di colpa grave non è più limitata alle vaccinazioni, ma riguarda tutta l’attività prestata durante lo stato di emergenza epidemiologica dovuta al Covid». «Ora il Giudice – continua Anelli – ai fini della valutazione del grado della colpa, dovrà tener conto, tra i fattori che ne possono escludere la gravità, della limitatezza delle conoscenze scientifiche, al momento del fatto, su questa nuova patologia e sulle terapie più appropriate – spiega Anelli -, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che dell’aver svolto la propria attività professionale al di fuori della propria area di specializzazione. L’emendamento tiene dunque conto del contesto straordinario in cui i medici e gli altri professionisti sono stati chiamati ad operare: un contesto con evidenze scientifiche scarse e in continua evoluzione, di carenza di personale e di risorse».

Plaude all’approvazione Federico Gelli, presidente della Fondazione Italia in Salute («Ritengo si tratti di un segnale fondamentale nei confronti di chi ha lavorato in prima linea in questo anno così complicato. Far rischiare coloro che abbiamo definito ‘eroi’ di diventare i protagonisti di una possibile pandemia giudiziaria sarebbe stata un’enorme ingiustizia. Questa modifica è anche nell’interesse dei cittadini dal momento che gli operatori potranno sentirsi più liberi nello svolgimento del loro lavoro senza dover ricorrere a fenomeni di medicina difensiva».

Passo in avanti anche per gli infermieri, riconosce la Fials, sindacato di categoria, attraverso il segretario generale Giuseppe Carbone: «Accogliamo con favore questo segnale di civiltà della politica, che stavolta è riuscita ad essere dalla parte giusta, dalla parte di lavoratori che, nonostante gravi carenze gestionali e organizzative, sono riusciti a sostenere sulle loro spalle il Servizio sanitario nazionale». «Scudo penale non vuol dire nascondere misfatti – prosegue – ma dare valore a ciò che è stato fatto in nome dell’articolo 32 della Costituzione, a garanzia del diritto alla salute di tutti i cittadini».

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giovedì, 13 Maggio 2021 - 09:01
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