Azione-Iv, volano stracci a Napoli e Cesaro jr querela Calenda: riposizionamenti, alleanze e sfida per i consensi elettorali

calenda cesaro preziosi
Da sinistra verso destra: Carlo Calenda, Armando Cesaro e Barbara Preziosi

Volano gli stracci tra Italia viva e Azione, con Armando Cesaro jr che querela Carlo Calenda e lo invita a rinunciare all’immunità parlamentare. Accade tutto nella piazza di Napoli dove da settimane si registrano riposizionamenti e nuove alleanze soprattutto in vista delle future elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale (2026).

Azione stringe accordi, prova a fare squadra per evitare di sbattere il muso contro il muro dei consensi necessari per tornare a occupare caselle a Palazzo Santa Lucia. Così in Regione si è assistito, nei mesi scorsi, a una importante campagna acquisti di Azione, anche alla luce dell’asse creatasi con gli ex renziani Ettore Rosato ed Elena Bonetti che hanno fondato il movimento Per. I due gruppi delusi dall’ex premier sono adesso in Consiglio regionale con il gruppo Azione-Per che conta ben quattro consiglieri ai quali si aggiunge Luigi Cirillo di +Europa (il gruppo consiliare di riferimento si è sciolto a settembre 2023, l’adesione di Cirillo è stata successiva). Ad eccezione di Giuseppe Sommese, che ha aderito ad Azione già nel 2021 divenendone il segretario regionale in Campania, Pasquale Di Fenza, Salvatore Aversano e Raffaele Maria Pesacane sono tutte new entry. Il risultato è che numericamente la creatura di Calenda-Rosato/Bonetti è più forte dei ‘rivali’ di Italia viva, che può contare su quattro consiglieri (Tommaso Pellegrino, Vincenzo Santangelo, Vincenzo Alaia e Francesco Iovino). L’attivismo di Calenda e in modo particolare del ticket Rosato-Bonetti ha avuto ricadute importanti per Italia viva anche a Napoli: Barbara Preziosi, cui era stato affidamento il coordinamento provinciale del partito di Renzi, è passata anche lei con Per, e dunque ha aderito al gruppo Azione-Per.

Tutto questo mentre su Napoli Italia viva sembra avere perso la rotta. Renzi ha pure provato a rimescolare le carte con nuovi innesti nei coordinamenti, ma il partito sul piano locale appare debole e soprattutto assente dai grandi dibattiti. Eppure ci avevano provato da Roma a individuare una figura cui affidare il timone della barca: l’imprenditore Domenico Brescia (consigliere comunale a Napoli), prima vicino a Fratelli d’Italia, poi passato con Forza Italia perché voluto da Fulvio Martusciello, è approdato da pochi mesi alla corte di Renzi e a lui è stato assegnato il ruolo di coordinatore provinciale di Iv in città. E’ accaduto però che nei giorni scorsi Brescia abbia rassegnato le dimissioni dall’incarico in segno di disappunto rispetto a una manovra politica partita da Italia viva e firmata da una figura che a Napoli ‘ritorna’ e vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Un piccolo passo indietro: nelle scorse settimane Armando Cesaro, di fatto tagliato fuori da Forza Italia durante l’ultima rivoluzione azzurra che porta il sigillo di Fulvio Martusciello, è stato nominato responsabile nazionale degli Enti locali di Italia viva, suggellando così il suo ritorno in politica e l’adesione a Iv di cui si vociferava da tempo. Basti pensare che già in occasione delle Comunali a Napoli poi vinte da Manfredi, si disse che Cesaro – messo all’angolo da Fi – avesse dato una mano al gruppo Azzurri per Napoli (a sostegno di Manfredi e vicini a Iv) guidato all’epoca dall’ex berlusconiano Stanislao Lanzotti.

E si torna ad oggi. Cesaro, cui Renzi avrebbe affidato qualche responsabilità in più sul territorio napoletano, è stato l’artefice di una manovra che non è piaciuta ad Azione: ha di fatto innescato la “cacciata” di Barbara Preziosi, l’ex coordinatrice provinciale di Iv passata con Per di Rosato-Bonetti (e quindi Azione-Per), dalla giunta della I Municipalità (Chiaia-Posillipo), sulla scorta del principio che la Preziosi ricopriva una casella spettante a Italia viva e, avendo lei cambiato partito quel posto, non le spetta più. Il modo in cui però è avvenuto il defenestramento (la revoca è stata di fatto operata dal presidente di Municipalità Giovanna Mazzone) ha scatenato il putiferio. Vincenzo Varriale, dirigente campano di Per-Azione, ha parlato di «metodo di basso profilo politico e istituzionale» che «non si usava neanche nei momenti più difficili, tra partiti della prima repubblica».

Deve averla pensata così anche Domenica Brescia che, proprio in polemica con quanto accaduto, ha lasciato l’incarico di coordinatore provinciale di Iv che gli era stato assegnato: «È stata una scelta sofferta ma doverosa. Ho ritenuto, infatti, di non poter condividere le modalità inerenti la revoca della dottoressa Barbara Preziosi dall’incarico di assessore nella prima Municipalità della città di Napoli – ha spiegato Brescia -. Si tratta, a mio avviso, di una interferenza nella vita democratica di un ente locale e di un pericoloso segnale di imbarbarimento della vita politica. Su questo ed altri temi che riguardano la nostra città avevamo concordato, nei mesi scorsi, proprio con l’onorevole Paita, una linea comune, ispirata ai valori di moderazione e di innovazione nel costume politico, connaturali al nostro partito. La violazione di tali intese e il vulnus alle prerogative degli organi cittadini del partito mi hanno imposto di segnalare con chiarezza il mio dissenso, rassegnando le mie dimissioni».

Alla mossa di Brescia, è poi seguita la presa di posizione di Calenda che ha scatenato Cesaro jr che adesso agita il randello della querela. «Il neo nominato responsabile enti locali di Italia Viva Cesaro jr ha fatto rimuovere con violenza Barbara Preziosi dal suo incarico di assessore municipale secondo il noto stile della famiglia. Abbi pazienza Barbara e vola alto», ha scritto Calenda in una nota. Cesaro per tutta risposta ha reso noto di avere dato mandato ai suoi legali di agire in sede giudiziaria nei confronti di Calenda «per le gravi dichiarazioni altamente diffamatorie». Quindi ha così ricostruito i fatti: «Come è noto – ha spiegato Cesaro – Barbara Preziosi venne nominata in quota Italia Viva, ma appena qualche mese fa ha abbandonato il partito per collocarsi politicamente in altre forze politiche. Nel rispetto delle regole di rappresentatività democratica di tutte le forze politiche chiunque si sarebbe aspettato da lei le dimissioni che, tuttavia non ci sono state». «Dopo che quattro consiglieri municipali hanno protocollato un documento in cui in cui si formalizzava la richiesta di revoca dell’assessore Preziosi al presidente della Municipalità – ha proseguito -, ho ritenuto opportuno, nella mia qualità di responsabile nazionale Enti Locali del suo ex partito, anche nel suo interesse politico, suggerirle di rassegnare le dovute dimissioni». «Sul piano politico – ha concluso Cesaro -, comprendo il nervosismo del senatore Calenda, ma aggiungerei che sono proprio le reazioni scomposte a cui si abbandona sempre più spesso a spiegare il crollo dei consensi. Lo sfido a rinunciare all’immunità parlamentare».

Mentre Calenda e Cesaro duellano, dai vertici di Italia Viva c’è chi va in ambasce. La coordinatrice nazionale di Italia viva, senatrice Raffaella Paita, alla notizia delle dimissioni di Domenico Brescia, ha subito convocato una riunione con tutte le principali funzioni di partito di Napoli e della Campania. «Durante l’incontro – ha detto Paita – abbiamo convenuto, in un confronto positivo, di congelare la situazione prendendoci un po’ di tempo e auspicando che, con l’ausilio di una costante consultazione tra i vari livelli del partito, ci possa essere una positiva risoluzione della situazione. Domenico Brescia rappresenta per Italia viva una figura di fondamentale importanza, che gode della stima di tutto il partito, sia a livello nazionale che regionale».

sabato, 23 Marzo 2024 - 18:05
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