Campania, debutto difficile in Consiglio regionale per Fico: niente Giunta, in Aula 7 consiglieri del campo largo alzano la voce

di Manuela Galletta

La Giunta regionale non è stata ancora varata e, per di più, i fratelli “minori” del campo largo a guida Pd e Movimento 5 Stelle si sono messi a tirare “calci” in pubblico proprio nel grande giorno del debutto in “società”.

In occasione della prima seduta del Consiglio regionale della Campania del dopo De Luca, il neo presidente di Palazzo Santa Lucia Roberto Fico prova a mostrare calma e sangue freddo mentre siede da solo di fronte ai 51 consiglieri e illustra le linee programmatiche raccolte in 12 pagine A4 scritte a computer. Ma è chiaro a tutti che nella sua maggioranza fin troppo allargata si fa fatica a trovare soluzioni che mettano tutti d’accordo, o quantomeno creino lo scontento minore. A distanza di un mese dall’esito elettorale, non si è riusciti a chiudere il risiko degli assessori: uno dei nodi più difficili da districare riguarda Fulvio Bonavitacola, braccio destro di Vincenzo De Luca e vicepresidente uscente della Regione. Il gruppo A testa alta, che fa capo a De Luca, rivendica una casella di peso per Fulvio Bonavitacola, ma Pd e Cinque Stelle – salvo ripensamenti nell’interesse della coalizione – sarebbero al massimo disposti a cedergli un incarico di secondo piano: la partita è delicata, anche in ragione delle ultime novità che riguardano la designazione del presidente del Consiglio regionale.

De Luca si era messo di traverso al nome di Massimiliano Manfredi, spingendo invece per Maurizio Petracca: invece oggi, con 41 preferenze sui 51 votanti, Manfredi s’è preso l’incarico che, nella scorsa legislatura, è stato ricoperto dal deluchiano Gennaro Oliviero, oggi consigliere. A fronte di questo “smacco”, A testa alta potrebbe provare a puntare i piedi per spuntarla su Bonavitacola. C’è stallo anche su alcuni nomi che vanno espressi dal Pd: ai “dem” toccano tre assessori. Le certezze riguardano Mario Casillo e il sindaco di Portici Enzo Cuomo (Pd), quest’ultimo indicato direttamente dalla segreteria nazionale e in modo particolare da Marco Sarracino, anche se una parte dei grillini spinge per far saltare la nomina del primo cittadino della città della Reggia per contrasti locali mai sanati. Sul terzo nome, invece, c’è ancora un punto interrogativo. Né va meglio la designazione delle restanti sei caselle: tanti nomi sul tavolo, ma nessuna decisione.

Prima di lasciare la sede del Consiglio regionale al Centro direzionale, Fico assicura ai giornalisti che la chiusura della rosa di assessori è questione di ore, ma intanto si è presentato da solo al primo importante appuntamento della sua era da governatore, esponendosi così all’inevitabile critica da parte delle opposizioni. «La mancanza della Giunta implica che c’è una sofferenza nella maggioranza», ha osservato il viceministro Edmondo Cirielli, che guida il centrodestra in Consiglio. A volerla dire tutta, la sofferenza va ben oltre la Giunta. Dopo la nomina di Massimiliano Manfredi a presidente del Consiglio, i consiglieri di Casa Riformista (ovvero di Italia viva) e di Noi di Centro (partito di Clemente Mastella) hanno disertato l’Aula non partecipando alle operazioni di voto per l’elezione degli altri componenti dell’Ufficio di presidenza, salvo poi rientrare in occasione dell’intervento di Roberto Fico.

Cosa è accaduto? In una nota dal contenuto trasparente, i cinque consiglieri (per Casa Riformista: Vincenzo Alaia, Ciro Buonajuto, Pietro Smarrazzo; per Noi di Centro: Pellegrino Mastella e Giuseppe Barra), hanno specificato che non vi è stata «alcuna riunione nella quale fossero stati preventivamente condivisi e definiti i criteri per l’attribuzione delle cariche». Tradotto: ad oggi non è stato raggiunto alcun accordo sulla divisione delle poltrone, anche per quanto riguarda la presidenza delle Commissioni, e dunque i nomi tirati fuori dal cilindro non rispecchiavano alcun equilibrio di maggioranza. «Intendiamo esercitare fino in fondo la responsabilità che ci è stata affidata dai cittadini: vogliamo essere protagonisti, in modo costruttivo e trasparente, nelle decisioni che riguardano l’indirizzo politico e amministrativo dell’ente, nel rispetto dei principi di collegialità, partecipazione e correttezza istituzionale», hanno puntualizzato i cinque.

Alza la voce pure Alleanza verdi e sinistra, che, a votazioni concluse, affida a una nota stampa la propria rabbia per come i “fratelli maggiori” del campo largo si sono comportati: «Nessuna riunione di maggioranza, nessuna conferenza dei capigruppo e, solo attraverso indiscrezioni raccolte nei corridoi, il gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra ha appreso che alcune forze politiche avrebbero deciso, in totale autonomia, di definire gli assetti istituzionali del Consiglio regionale, ignorando deliberatamente il confronto con l’intera coalizione. A queste condizioni lo diciamo con assoluta chiarezza: Avs non ci sta», dicono in una nota congiunta Rosario Andreozzi e Carlo Ceparano consiglieri regionali Avs, Fiorella Zabatta coportavoce Europa Verde e Tonino Scala segretario regionale Sinistra Italiana. Per gli esponenti di Avs «le scelte che riguardano l’organizzazione e il funzionamento delle istituzioni regionali non possono essere assunte unilateralmente, né possono trasformarsi in atti di forza politica che mortificano il confronto democratico e alterano gli equilibri della coalizione».

Quindi l’avvertimento: «Le decisioni assunte fino ad oggi – dichiarano Andreozzi e Ceparano – non consentono ad Avs di svolgere il ruolo politico per il quale è stata votata. In assenza di un pieno riconoscimento delle funzioni politiche che rivendichiamo con forza, esprimeremo una valutazione apertamente critica e conseguente. Non si tratta di una questione tecnica o marginale, ma di un nodo politico centrale».
Il clima è tutt’altro che disteso, eppure sia Fico che Massimiliano Manfredi hanno messo al centro dei loro interventi l’importanza della collaborazione istituzionale tra tutte le forze in campo, opposizione inclusa, per lavorare nell’interesse dei campani.

martedì, 30 Dicembre 2025 - 01:17
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