I numeri non sono definitivi, alle ore 16.44 lo spoglio ha interessato più della metà delle sezioni. Ma l’indicazione che arriva restituisce un risultato netto: al Referendum confermativo recante “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, la maggioranza degli elettori ha votato “No”, ha votato affinché nulla cambi, affinché l’assetto della magistratura non venga stravolto, affinché le carriere di giudici e pm non vengano separate ma soprattutto non vengano creati due distinti Csm e neppure l’Alta corte disciplinare che avrebbe dovuto acquisire pieni poteri sanzionatori sui magistraturi.
Alle 16.39 le proiezioni danno il “No” intorno al 54.13 %, contro il 45.87% del “Sì”. Un distacco, che se confermato in questi termini, suona come una severa sconfitta per il Governo e imporrà a Giorgia Meloni e al suo Esecutivo una riflessione in vista delle Politiche del 2027. E sul dato politico del voto batte subito Matteo Renzi di Italia ai microfoni di La7: «La partita ènelle mani di Giorgia Meloni che oggi è ‘un’anatra zoppa’ perche’ non ha più il racconto che aveva prima sul consenso. E prima o poi inizieranno a dubitare di lei i suoi alleati. E’ successo a me e per lei parte un anno di via crucis».
La Meloni, dal canto suo, ha postato un video sui social: «Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo».
E a Napoli numerosi magistrati riuniti davanti alla Tv per conoscere il risultato del Referendum si abbracciano, applaudono e cantano “Bella Ciao”.
lunedì, 23 Marzo 2026 - 16:55
© RIPRODUZIONE RISERVATA














