Da un lato l’inchiesta giudiziaria, dall’altro la necessità di trovare una nuova casa agli operatori del mondo della giustizia di Bolzano. A quasi un mese dal crollo del 16 luglio, che ha travolto una porzione del Tribunale (per fortuna senza provocare vittime), si delineano ora due passaggi cruciali.
TRIBUNALE E PROCURA TRASFERITI
Dal 17 agosto gli uffici di Tribunale e Procura di Bolzano lasceranno provvisoriamente il Palazzo di Giustizia. La Procura della Repubblica sarà trasferita in via Renon 13, in uno spazio di 2.693,74 metri quadrati. Il contratto, stipulato con la Federazione Cooperative Raiffeisen, avrà una durata minima di sei anni a partire dal 17 agosto 2026, per un costo complessivo di circa 6,5 milioni di euro.
Il Tribunale troverà invece sede provvisoria in via Alto Adige 50, in un immobile di 4.509,19 metri quadrati. Anche in questo caso la locazione avrà una durata minima di sei anni. Il contratto, stipulato con Fruitservice srl, prevede un canone complessivo di 11,27 milioni di euro.
La scelta degli immobili è arrivata al termine di un’indagine di mercato che ha preso in esame 20 proposte relative a 23 immobili. La Provincia ha dovuto ricorrere al mercato privato non disponendo di edifici propri immediatamente disponibili e idonei a ospitare gli uffici giudiziari. Per la nuova sede del Tribunale sarà inoltre acquistato un arredamento completamente nuovo, a carico della Regione Trentino-Alto Adige. La consegna degli arredi è prevista negli ultimi dieci giorni di settembre. L’obiettivo è arrivare alla riapertura di tutti gli uffici il primo ottobre.
L’INCHIESTA: 5 INDAGATI
Nel frattempo, la parte centrale del Palazzo di Giustizia interessata dal crollo è stata posta sotto sequestro e la struttura viene monitorata senza interruzione attraverso 42 sensori, installati nelle porzioni rimaste integre. Sulla facciata centrale, dove permane il rischio di ulteriori cedimenti, è stato inoltre montato un ponteggio con funzione di stabilizzazione e protezione. Il sequestro è stato disposto dalla Procura che ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati con l’accusa di disastro colposo: secondo quanto riportato dal Corriere Alto Adige, tra gli indagati c’è anche Luca Carmignola, responsabile unico del progetto (Rup) e direttore dell’Ufficio per la gestione tecnica delle costruzioni della Provincia, oltre ad altri professinisti coinvolti nella gestione e nell’esecuzione dei lavori in corso nell’edificio. Proprio gli indagati hanno fornito ai magistrati tutta la documentazione relativa ai lavori in corso.
Gli accertamenti dovranno chiarire le cause del cedimento, verificatosi mentre nell’edificio erano in corso lavori di sostituzione di alcuni pilastri dell’atrio al primo piano. Il pm ha nominato un consulente tecnico con il compito di individuare eventuali rischi di ulteriori cedimenti, indicare le misure immediate necessarie a garantire la sicurezza e stabilire quali aree dovranno essere sottoposte a sequestro in vista degli accertamenti peritali. L’esame tecnico sulle cause del crollo potrà però iniziare soltanto dopo la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza delle parti ancora pericolanti. Sono quindi in corso ulteriori verifiche sulla stabilità dell’edificio.
mercoledì, 12 Agosto 2026 - 17:30
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