È durato tutto pochi secondi. Secondi di violenza selvaggia. A causa dei quali un padre di famiglia rischia adesso di perdere una gamba. Nella notte tra sabato e domenica, in via Bernini al Vomero, a pochi passi da piazza Vanvitelli, un tempo salotto buono della città e oggi, secondo i residenti, giungla di auto e giovani senza controllo, un branco si è scagliato a mani nude contro un uomo di 50 anni solo perché questi era intervenuto in difesa delle figlie minorenni aggredite poco prima da alcune coetanee. E’ stato l’innesco di una violenza belluina che si è consumata sotto gli occhi di un nutrito gruppo di giovani e adulti. Una violenza che ha portato con sé risvolti increduli e scioccanti: accanto al branco c’era un mezzo dell’Asìa, l’azienda che si occupa della raccolta rifiuti in città.
Ebbene, nella confusione più totale, quel mezzo è ripartito, come nulla fosse, ma nell’allontanarsi una ruota del veicolo è passata addosso a una gamba del disgraziato 50enne che era in terra a causa delle botte prese sino a un attimo prima. Qualcuno ha ripreso la scena con il telefono cellulare, restituendo un video che ha immortalato quella furia cieca. Si sentono le voci di alcune ragazze che urlano di smetterla. Qualcuno grida «Basta». Si vede un dipendente di un chiosco lì vicino che cerca di intervenire, ma viene spostato quasi di peso da un gruppo di fiancheggiatori del branco scatenato. «Quello che è successo non è avvenuto in Cambogia, in uno scenario di guerra», denuncia il deputato Francesco Emilio Borrelli che ieri notte si è recato all’esterno dell’ospedale Cardarelli di Napoli per incontrare la moglie del 50enne e darle voce su quanto accaduto. Il marito è stato operato. «È vigile – racconta la moglie nella diretta social con Borrelli -. Il chirurgo ci ha detto che ci vuole tempo, tanto pazienza ma la situazione non è semplice, la gamba non sta messa bene». L’investimento da parte del mezzo dell’Asìa ha provocato gravi danni alla gamba del 50enne, che rischia di vedersela amputata. Follia.
L’uomo e la moglie, intorno all’una di notte, avevano raggiunto in tutta fretta via Bernini, all’altezza di un chiosco di granite, perché una nipote li aveva chiamati al telefono in lacrime: «Mia nipote mi ha detto che qualcuno stava picchiando le mie figlie». Giunti sul posto, «abbiamo visto centinaia di ragazzi davanti al chiosco ma nessun esponente delle forze dell’ordine. Abbiamo visto le nostre figlie, mio marito le ha prese e io le ho portate sull’altro lato del marciapiede», spiega la donna. Alessia era ferita. Le due sorelle avevano litigato con altre ragazzine, qualcuna aveva prima infierito su Roberta e Alessia si era messo in mezzo per difendere la sorella. A quel punto era scattata l’aggressione. «Alessia è stata sbattuta con la testa contro il parabrezza di una macchina. Ha perso il piercing e le lenti a contatto. È stata medicata all’ospedale Fatebenefratelli dove le hanno riscontrato un colpo di frusta e dovrà portare il collare per un mese», racconta la mamma delle due ragazzine.
Mentre cercava di tranquillizzare le figlie, la donna si è accorta di un putiferio scatenatosi laddove aveva lasciato il marito, rimasto nel “gruppo” presumibilmente per capire chi avesse aggredito le figlie. «Ho visto sedie volare, ho sentito urla. Ho pensato subito ci fosse mio marito lì in mezzo. Poi ho visto un mezzo passargli su una gamba», aggiunge la donna. Un racconto da brividi. Che finisce adesso sul tavolo della Procura della Repubblica di Napoli.
lunedì, 12 Ottobre 2026 - 12:13
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