Capua, elezioni inquinate nel 2016: in carcere l’ex sindaco Antropoli (Fi) e un imprenditore vicino ai Casalesi

Procura Napoli

Bufera giudiziaria nel comune di Capua, in provincia di Caserta. Il medico Carmine Antropoli, dirigente di Forza Italia e sindaco di Capua per due consiliature consecutive (dal 2006 al 2016), è stato arrestato questa mattina con l’accusa di concorso esterno in associazione di stampo mafioso. I carabinieri del Comando provinciale – Nucleo Investigativo di Caserta gli hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere spiccata dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Antropoli è al centro di uno scenario di voto elettorale inquinato dalla criminalità organizzata: secondo gli inquirenti, i Casalesi l’avrebbero sostenuto nella competizione del 5 giugno del 2016 (poi vinta da Eduardo Centore, la cui ‘era’ è finita pochi mesi a seguito di dimissioni di massa dei consiglieri), arrivando persino ad aggredire fisicamente un altro candidato sindaco per costringerlo a ritirare la sua candidatura. Cosa poi avvenuta. Il pestaggio si sarebbe svolto nello studio medico di Antropoli e sarebbe stato eseguito dall’imprenditore Francesco Zagaria, anche lui raggiunto questa mattina da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Zagaria, meglio noto come ‘Ciccio ‘e Brezza’ e ‘sentenza’, fu già accusato nel 2017 di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Adesso deve rispondere di associazione mafiosa, violenza privata (in relazione al pestaggio avvenuto nello studio medico di Antropoli) e duplice omicidio aggravato dalla matrice camorristica, in riferimento all’agguato costato la vita a Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, commesso a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003.

Ma vi è di più: l’ex sindaco è risultato gravemente indiziato di avere stretto un patto con Zagaria e con Martino Mezzero (altro personaggio ritenuto vicino al clan dei Casalesi) per assicurare dei voti ad altro candidato, pure appartenente al gruppo politico di Antropoli.

Il provvedimento restrittivo costituisce il risultato di una prolungata attività investigativa, avviata nell’anno 2015 anche con l’ausilio di attività tecniche e terminata nel luglio 2018, corroborata da dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia. (Seguiranno aggiornamenti e approfondimenti sulla vicenda)

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lunedì, 4 febbraio 2019 - 09:38
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