Cimminiello, vittima innocente del clan Libera ricorda il tatuatore con un video: Gianluca ammazzato 9 anni fa | Video

Gianluca Cimminiello, il tatuatore vittima innocente della camorra

Un video per raccontare la storia di Gianluca Cimminiello. Un video per ricordare la storia di un ragazzo che non s’è piegato ai ricatti della camorra e per questo è stato ammazzato. Nel giorno del 9 anniversario dalla sua morte, il presidio ‘Libera’ Vomero-Arenella ha deciso di ricordare così il tatuatore di 32 anni ammazzato la sera del 2 febbraio del 2010 dinanzi all’ingresso del suo negozio di tatoo a Casavatore. «Cinque anni fa abbiamo deciso di intitolare il nostro Presidio a Gianluca e a Petru perché le loro storie ci parlavano in modo particolare. Due ragazzi giovani, due artisti, le mani piene di talento e il cuore ricolmo di sogni. Quella voglia di trovare il proprio posto nel mondo: questa è la cosa che più ci fa sentire vicini a loro. Da questa intitolazione è iniziato il nostro percorso, e da allora Gianluca, insieme a Petru, è il punto di partenza, il collante, il motore di tutto ciò che facciamo. Ogni progetto, ogni incontro nelle scuole, ogni attività parte sempre dalla loro storia. Perché se la morte di Gianluca, così come quella di ogni vittima innocente, non diventa davvero ferita collettiva, rischiamo che la lotta alla camorra resti solo la priorità dei pochi che si sentono sensibili al tema. Invece no, ci riguarda tutti: Gianluca, insieme a più di mille altri nomi, è lì per ricordarcelo», scrive il presidio di Libera Vomero-Arenella. «Gianluca è un esempio che non può lasciare indifferenti: la sua vita parla di coraggio, di dignità, di voglia di fare di più», è la chiusura della dichiarazione.

Per l’omicidio di Gianluca, firmato dagli Amato-Pagano, c’è già una sentenza di condanna definitiva: Vincenzo Russo sta scontando l’ergastolo, è l’uomo che ha premuto il grilletto uccidendo Gianluca. In primo grado, invece, sono stati condannati il boss Arcangelo Abete e Raffaele Aprea, rispettivamente nelle qualità di mandate e organizzatore del raid. La sentenza è stata emessa il 28 giugno di giudici della Corte d’Assise di Napoli. Gianluca fu ucciso per un’assurda storia cominciata con la pubblicazione di un fotomontaggio che ritraeva Gianluca insieme al Pocho Lavezzi. Un tatuatole concorrente (mai indagato), temendo che la foto potesse portare maggiori clienti a Gianluca, chiese a Cimminiello di rimuovere lo scatto dalla pagina Facebook, ma a fronte del suo rifiuto si rivolse a personaggi degli Amato-Pagano, ritenendo che i mezzi spicci dei malavitosi avrebbero indotto Gianluca a cancellare la foto. Un gruppetto di criminali si recò fuori al negozio di Cimminiello per picchiarlo, ma Gianluca – esperto di kickboxing – reagì e picchiò un ragazzo che era parente stretto del boss Cesare Pagano. Proprio questo episodio spinse gli Amato-Pagano a reagire in maniera rabbiosa. Secondo quanto stabilito fin qui dalle sentenze, il boss Arcangelo Abete – detenuto ai domiciliari a Milano – si fece carico del compito di dare una lezione a Cimminiello per ricambiare un piacere ricevuto da Cesare Pagano quando era detenuto. Il resto è cronaca. La triste cronaca di un ragazzo perbene morto a 32 anni per mano di una camorra vigliacca. La triste storia di una vittima innocente della camorra.

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sabato, 2 febbraio 2019 - 13:22
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