Anziana torturata da una badante a Napoli Incastrata dalle immagini della telecamera

Anziana

Una badante accusata di avere inflitto indicibili sofferenze a una 90enne napoletana, è stata arrestata dalla polizia di Stato del quartiere Scampia di Napoli. Gli inquirenti della procura (sostituto Cristina Curatoli, procuratore aggiunto Raffaello Falcone), ipotizzano nei suoi confronti anche l’accusa di tortura, confermata dal gip Egle Pilla. La vittima non è stata in grado di denunciare a causa del suo grave stato di salute. A incastrare la badante, una 51enne straniera, le immagini delle telecamere, che la donna ha anche cercato di manomettere.

Per poterla catturare gli agenti hanno dovuto usare uno stratagemma: infatti la badante, malgrado risultasse residente nel Napoletano, in realtà era senza fissa dimora. Per scovarla, una poliziotta si è recata in un’agenzia di collocamento per badanti alla quale ha chiesto una donna che avesse esattamente le stesse caratteristiche della ricercata, offrendo anche una paga considerevole.

E’ stato così che, alcuni giorni dopo, l’agenzia ha contattato la poliziotta e fissato un appuntamento con la badante che, una volta giunta davanti la sede dell’agenzia, è stata bloccata e arrestata. La badante stava già prestando servizio presso un’altra famiglia, cosa che ha messo in allarme inquirenti e forze dell’ordine, preoccupati dal fatto che i suoi modi violenti potessero fare altre vittime.

Secondo quanto è stato riferito dai parenti della vittima, la bandate si era sempre mostrata  gentile nei confronti della loro congiunta. Solo l’analisi dei sistemi di videosorveglianza (tre telecamere installate in casa, di cui la badante era anche a conoscenza) ha consentito di svelare gli atroci supplizi a cui sottoponeva la povera inerme anziana. La donna veniva sottoposta anche a schiaffi, pressioni volontarie sulle sue parti doloranti e veniva torturata poggiandole l’asciugacapelli bollente in testa.

E’ stato a questo punto che la badante è stata mandata via e denunciata dal figlio donna seviziata. Prima di andare via, però, avrebbe, verosimilmente danneggiato il supporto di memorizzazione del sistema di videosorveglianza che, per fortuna, era stato sostituito prima del licenziamento.

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martedì, 5 febbraio 2019 - 15:23
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