Di Maio a Pomigliano d’Arco, studenti inginocchiati davanti alla polizia: è stata una forma di protesta | Il racconto

di Federico Felici

Ancora una volta la manipolazione delle notizie che è ormai diventata una piaga del web, qualche affrettato o sbagliato titolo sui siti di informazione, e la platea troppo vasta di lettori (distratti e poco critici) che abboccano all’amo della credulità avvelena la cronaca della narrazione di eventi che scandiscono la vita politica del paese.

Da diverse ore circola sui social network, e non solo, la foto di alcuni studenti dell’istituto Imbriani di Pomigliano d’Arco in ginocchio, e con le mani dietro la testa (in segno di arresto), davanti a numerosi poliziotti vestiti in assetto anti-sommossa. La pagina Facebook di un collettivo di studenti ha accompagnato la foto dalla scritta «Ministro della Repressione», riferendosi a Luigi Di Maio che stamattina è stato proprio in visita all’istituto Imbriani dove si è diplomato. E ancora: «Di Maio vuole essere il ‘Ministro della Partecipazione’, ma chi lo contesta riceve solo minacce e repressione, nessun ascolto». Si noti bene: non c’è mai scritto che gli studenti sono stati fatti mettere in ginocchio dalla polizia, ma è bastato il semplice scatto per far sì che il lettore distratto recepisse un unico messaggio. Ossia: gli studenti che volevano contestare il vicempremier sono stati zittiti dalla polizia e fatti inginocchiare. Una scena che ha richiamato alla memoria i 153 studenti fermati in Francia (a Mantes-la Jolie) nel dicembre scorso per partecipazione a gruppo armato e fatti mettere in ginocchio dagli agenti.

Ma non sempre ciò che sembra è ciò che è. Gli studenti ritratti nella foto si sono volutamente messi in ginocchio e con le mani dietro la testa in segno di protesta. I poliziotti che erano davanti a loro si trovavano lì perché la protesta è avvenuta davanti all’ingresso della scuola, in una zona di passaggio delle macchine delle autorità intervenute per presenziare alla visita di Di Maio; gli agenti avevano il compito di assicurarsi che non venisse ostacolato alcun passaggio e non si verificassero disordini. Non potendo dunque avanzare verso il cancello della scuola a causa della presenza dei poliziotti che facevano da cordone, gli studenti – il cui obiettivo era riuscire a intercettare Di Maio in uscita per poterci parlare – hanno deciso di mettere in pratica una forma di contestazione assai di impatto. Questa verità la raccontano, del resto, proprio gli studenti che hanno partecipato a questa protesta. Quindi nessuna polizia ‘violenta’, nessun ordine arrivato dall’alto di rendere inoffensivi i ragazzi costringendoli ad inginocchiarsi e a mettere le mani dietro la testa. Nessuna scena da Venezuela, che in maniera un po’ affrettata e inopportuna è stata evocata da Nicola Fratoianni (di Sinistra Italiana) e da Alessia Morani (Pd).

L’immagine chiude, dunque, il cerchio di una due giorni di grande tensione all’istituto Imbriani di Pomigliano d’Arco. Pochi giorni fa la studentessa 18enne Maurizia Di Buono, rappresentante dell’Unione degli studenti del liceo Imbriani, aveva rivelato come il preside avesse invitato (a voce) gli studenti a non protestare contro Di Maio pena una nota in condotta. Una circostanza che ha innescato un vespaio di polemiche e che stamattina ha spinto alcuni studenti a stendere sui binari della stazione Circum Pratola uno striscione con su scritto «Non ci tapperete la bocca, Maurizia non sei sola».

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lunedì, 4 febbraio 2019 - 19:20
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