Viterbo, il video choc dello stupro: pugni e calci per annientare la vittima, l’orrore firmato e filmato da 2 di Casapound

Polizia

«Adesso vai a casa e statti zitta, nessuno ti crederà». Nella notte tra l’11 e il 12 aprile una donna di 36 anni viene ‘scaricata’ davanti al portone di casa come un sacco di spazzatura. Francesco Chiricozzi, consigliere comunale per Casapound a Vallerano (in provincia di Viterbo), e Riccardo Licci la guardano con disprezzo, la insultano, la minacciano. E poi vanno via. Per la donna è l’ultima immagine di un incubo durato ore. Un incubo che si è consumato all’interno di un locale di piazza Sallupara a Viterbo che è adibito a sede di Casapound. Lì Chiricozzi e Licci l’hanno stuprata. Lì l’hanno presa a calci e pugni quando la donna ha tentato di scappare, di opporsi a quell’assalto fisico. E poi l’hanno seviziata, violentata, umiliata. Per ore.

E hanno ripreso la barbarie con i propri telefonini cellulari. «Immagini raccapriccianti», diranno poi i poliziotti che sono riusciti a recuperare il filmato su uno solo dei due telefonini sequestrati. Licci l’aveva già cancellato quando gli agenti, poche ore dopo lo stupro, hanno bussato alla porta di casa sua per effettuare una perquisizione e gli hanno sequestrato il cellulare. Chirocozzi, invece, conservava ancora quel meschino ‘trofeo’, certo che la donna non avrebbe mai sporto denuncia. Invece la 36enne ha denunciato nell’immediatezza. Ha spiegato di avere incontrato i due ragazzi in un locale e qui di avere ricevuto l’invito a seguirli nel circolo di Casapound (ora chiuso dal questore per 15 giorni): «Vieni con noi, beviamo gratis». La donna, che era già ubriaca, si fida. Ma in quel circolo incontra l’orrore. Un orrore che ieri è sfociato nell’arresto di Chiricozzi (19 anni) e Licci (21 anni), immediatamente espulsi da Casapound.

Oggi i due indagati compariranno davanti al gip che ha disposto l’arresto per affrontare l’interrogatorio di garanzia: sono difesi dagli avvocati Giovanni Labate e Marco Valerio Mazzatosta. Dinanzi al gip Chiricozzi si presenterà con un curriculum già preoccupante: il 19 luglio dovrà comparire in aula per difendersi dall’accusa di avere partecipato al pestaggio di un giovane di Vallerano nel 2017, fatti per i quali è stato già condannato a un anno e 11 mesi Jacopo Polidori, capogruppo di Casapound in Consiglio comunale. Il Blocco Studentesco lo aveva sfiduciato perché troppo violento e lui entrò a fare parte di Casapaund. A suo carico anche un Daspo di tre anni: lui, ultrà della Viterbese, fu sorpreso dalle forze dell’ordine mentre tentava di introdurre dei petardi in una trasferta ad Arezzo.

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martedì, 30 aprile 2019 - 13:05
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