Patto tra tre clan per uccidere Autuori, eseguite 5 ordinanze: arresto anche per i boss Mallardo e Di Martino

Bossolo
di Federico Felici

Un omicidio firmato da tre clan della camorra. Firmato dai Mallardo di Giugliano, dai Di Martino di Pompei e dai Pecoraro-Renna attivi nella Piana del Sele. E’ quanto emerge dall’inchiesta sulla morte di Aldo Autuori, ammazzato a Pontecagnano Faiano la sera del 25 agosto del 2015.

Ieri mattina i carabinieri della compagnia di Battipaglia hanno notificato cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno a corollario dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia salernitana. Destinatari del provvedimento sono il ras Francesco Mallardo (classe 1951), Luigi Di Martino detto ‘o profeta, Francesco Mogavero ed Enrico Bisogni (entrambi del clan Pecoraro-Renna) e Stefano Cecere (legato ai Mallardo). Dei cinque indagati sono Cecere era attualmente libero ed è stato trasferito in prigione; tutti gli altri sono già detenuti in prigione per altre contestazioni. Sono invece indagati a piede libero Antonio Tesone e Gennaro Trambarulo, legati ai Mallardo: la procura ne ha chiesto l’arresto ma il gip ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza ed ha respinto la richiesta. L’accusa contestata è quella di omicidio aggravato dall’uso delle armi e dell’aggravante della matrice camorristica.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a volere la morte di Autuori furono Mogavero e Bisogni: una volta uscito di prigione Autuori aveva iniziato a gestire in proprio una serie di attività illecite nel settore dei trasporti agendo nel territorio di influenza dei Pecoraro-Renna e per tale ragione il clan decise di eliminarlo. Per l’esecuzione del delitto, Mogavero e Bisogni si sarebbero però rivolti a Luigi Di Martino ‘o profeta, questo in ragione del legame di ‘amicizia’ che da sempre unisce i Pecoraro-Renna alla cosca dei Cesarano di cui Di Martino è stato un esponente di vertice. A sua volta Di Martino avrebbe chiesto al boss Mallardo di mettere a disposizione i killer per eseguite il delitto. La procura ha individuato come componenti del gruppo di fuoco Antonio Tesone e Gennaro Trambarulo, ma al momento gli indizi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti dal gip (la procura ha proposto Riesame). Infine Stefano Cecere avrebbe fatto da intermediario tra Mallardo e Di Martino.

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sabato, 27 aprile 2019 - 12:18
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